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I segreti di Internet - Il metaverso

Parte VIII – I Me(t)astore

Il metaverso ha introdotto una nuova tipologia di negozi

Metastore

Ebbene sì, il Metaverso non solo ha portato un portentoso e folgorante cambiamento (...e siamo solo agli inizi!) nelle nostre vite, ma ha altresì introdotto una nuova tipologia di negozi, e così, senza nemmeno il tempo di accorgersene, è iniziato il graduale passaggio dai Me(g)astore a cui tutti siamo oggi abituati, ai Me(t)astore di nuova generazione; ma vediamo un po' di cosa si tratta.

A dire il vero una domanda sorge immediatamente spontanea: ma il Metaverso non è forse “un qualcosa” dove tutto, ma proprio tutto, avviene sempre e comunque in una realtà parallela totalmente digitale? A quanto pare no, perchè se alcuni validi e lungimiranti (glielo si augura) giovani imprenditori hanno deciso di aprire un negozio (“negozio vero” intendiamoci) per commercializzare meta-prodotti del Metaverso, allora magari vuol dire che le care vecchie abitudini di noi umani non sono del tutto scomparse. Il Metaverso meta-pullula di meta-negozi e meta-attività di ogni tipo (per far prima, d'ora innanzi inserirò l'asterisco * al posto di scrivere “meta”), per cui sarà sufficiente entrarci (nei precedenti articoli abbiamo spiegato come si fa) e addentrarci in una vasta *scelta di *prodotti e *servizi di ogni *genere. Quindi ...se nel Metaverso posso trovare tutto quello che mi serve, che bisogno c'era di un simile negozio? Prima di rispondere a questa domanda procediamo con calma, innanzitutto spiegando di cosa si tratta: lo store è stato aperto a Milano (in quella vera e propria fucina di esperimenti di ogni tipo che sono ormai diventati i navigli) e si tratta del primo (non si sa se nel mondo, ma in Italia per certo) negozio fisico (quindi non *negozio) dove si possono comprare oggetti del mondo virtuale.

Il nome del *store è “EnneFT” e, almeno per il momento, si è specializzato nella vendita di opere del Metaverso. Il tutto è nato dall’idea di tre giovanissimi che hanno unito le loro forze puntando sulle loro rispettive conoscenze: troviamo infatti un esperto di finanza e cryptovalute, un designer e un conoscitore del mondo della comunicazione. “Abbiamo voluto aprire una galleria per un mondo virtuale dedicato alla consulenza e all’esposizione di Nft (per una completa spiegazione di che cosa siano gli Nft e di come funzioni il loro mercato rimando al link di questa stessa rubrica) e Metaverso. Insomma tutti prodotti digitali, creati su internet” raccontano in una intervista i tre giovani pionieri Cesare Marsiglio, Matteo Cozzi e Riccardo Righini. Nft (facciamo un velocissimo ripasso) può essere qualsiasi oggetto virtuale: un video, una foto, un disegno, una gif, un testo, un articolo, un audio ...tutto ciò che la fantasia possa immaginare “digitalizzabile”. Quando un oggetto digitale è certificato con un Nft è come se sopra ci fosse la firma dell’autore, e nessuno può dire che non sia originale o che ce ne siano altre copie se non firmate con un Nft.

“EnneFT, per tornare quindi al nostro *store, è infatti una galleria innovativa di opere Nft che, per alcuni, rappresentano il futuro dell’arte digitale. Il neonato negozio punta non solo a supportare le aziende e i privati nell’approcciarsi al mondo virtuale, ma è anche desideroso di promuovere i nuovi talenti emergenti contemporanei che decidono di utilizzare questo nuovo metodo di espressione. “Finora tutto questo mondo è vissuto sul web, sui social, senza mai avere un luogo fisico – spiegano i fondatori – Quando abbiamo iniziato a parlare della nostra idea con amici, artisti, potenziali investitori, facevamo call, scambi di mail, zoom ma presto ci siamo resi conto che, anche se si tratta di prodotti assolutamente virtuali, il rapporto giusto con i nostri interlocutori era sedersi e parlare. Ed è per questo che abbiamo voluto creare uno spazio concreto per renderlo alla portata di tutti. La nostra visione? E’ digitalizzare il presente per renderlo più interconnesso e capace di esprimere le necessità e potenzialità della società attuale. Utilizzare il talento creativo per realizzare opere in grado di stimolare emozioni e innovare. Sfruttare la tecnologia per elevare l’individuo a reale detentore della propria libertà”.

Il *store è anche dotato di schermi espositivi, visore vr per esplorare la realtà virtuale e di un angolo dedicato alla consulenza con personale esperto. Lo store non è di certo un garage come (in perfetto stile yankee) il primo laboratorio di Steve Jobs e Bill Gates ma in parte lo ricorda, ed è stato ricavato nei locali dove prima un negozio vendeva fumetti, che gli stessi ragazzi hanno risistemato nel tempo libero. Questa volta, e lo scriviamo a uso e consumo dei detrattori del nostro Paese, l'Italia ha segnato il primo punto nei confronti degli States dal momento che, è notizia di questi giorni, aprirà il primo negozio a stelle e strisce che tratterà prodotti del Metaverso nel campus di Meta a Burlingame, in California. L'azienda ha dichiarato esplicitamente come il suo obiettivo sia quello di demistificare il Metaverso, mostrando direttamente cosa sia possibile fare oggi con i prodotti Nft e dando un'anteprima del prossimo futuro. Nello specifico, Meta permetterà di provare le videochiamate via Portal, i Ray-Ban Stories e, ovviamente, il Meta Quest (nelle prossime puntate di questa rubrica vedremo meglio di che cosa si tratta). 

Secondo Martin Gilliard, gestore di “Meta Store” (nome che, francamente, appare poco originale per un negozio che tratta di prodotti del Metaverso), l'intenzione di questa nuova attività non è quella di vendere il Metaverso, bensì che la gente comprenda come i loro prodotti siano una porta di accesso al nuovo mondo. Quindi, come spesso accade, è possibile che nell'immediato futuro si apra un doppio binario per coloro che, con diverso e mutevole entusiasmo, intenderanno avvicinarsi alla nuova realtà del Metaverso. Potremmo infatti scorrazzare in lungo in largo nel mondo virtuale del Metaverso con il nostro Avatar (che, laddove accessoriato dovere, potrà anche avere gli stessi poteri di Superman), ma anche avvicinarci a questo nuovo mondo secondo la tradizione, ovvero mettere piede in un normalissimo negozio che ne tratti i prodotti.

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