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I segreti di Internet

Etero? Gay? Transgender? ...Macchè, fictosessuale!

La storia vera dell'uomo che ha sposato una donna finta

Fictosessuale

Oggi ci occupiamo di Akihiko Kondo, giapponese di 38 anni che, in un matrimonio celebrato sui social media (...e dove se no?) ha sposato nientepopodimeno che un ologramma dalle fattezze femminili.

Il nostro intrepido kamikaze delle relazioni amorose si è infatti preso una “cotta 2.0” per Hatsune Miku, popolare cantante che “vive” sotto forma di proiezione virtuale. La olo-signorina in questione (oggi olo-signora) è disegnata con lo stile classico dei manga: lunghissimi capelli turchesi raccolti in trecce, occhioni enormi, nasino appena accennato, grandi orecchie da coniglio, calzette nere e, in perfetta tradizione nipponica, gonnellina tanto svolazzante quanto ammiccante. Se volete saperne di più su di lei, cliccate pure sul link a seguire così da potervi fare un'idea: https://it.wikipedia.org/wiki/Hatsune_Miku.

“La mia famiglia non è voluta venire alle nozze – è stata una delle prime esternazioni del neo sposo, che ha affidato il proprio disappunto in un post sul suo profilo Instagram – Eppure dovrebbero essere felici per il mio matrimonio. In fin dei conti basta che funzioni, no?”. Le nozze “speciali” di Aikhiko con Hatsune Miku, a ben vedere, altro non sono che l’estensione, in età adulta, delle sbandate che tanti di noi si sono spesso prese da bambini per i personaggi di cartoni animati e fumetti ...sebbene con la sola minima differenza che, da grandi, nessuno poi se li è sposati per davvero (non ci constano infatti celebrazioni di matrimoni con Fushico, Lady Oscar o con una delle tre sorelle di Occhi di gatto). Gli esperti del settore (a loro va sempre l'ultima parola sull'argomento) definiscono queste unioni “fictosessuali”, termine che prende la propria radice dalla parola “fiction”, ossia finzione, e che sempre di più diventerà familiare nelle nostre vite.

Un sogno, insomma, che prova a tramutarsi in realtà, e a volte (drammaticamente) ci riesce. Aikhiko ha confidato su Instagram che la conoscenza con Hatsune lo ha salvato dalla depressione e quindi, al netto di ogni possibile considerazione sull'opportunità di una simile unione, “ha funzionato”. “Potete forse dire lo stesso dell’uomo o della donna che ci vivono accanto?” ha postato Aikhiko provocatoriamente. In effetti, a ben vedere, non ci si capacita di come una relazione di questo tipo non possa non funzionare se, metti caso durante un litigio, è sufficiente mettere la propria consorte in modalità “Off” per chiudere la questione una volta per tutte. Il neo sposo è perfettamente conscio che la sua dolce metà olografica non è reale, lo sa dal 2017 quando, per la somma di € 1.300 dollari, ha comprato il Gatebox, un dispositivo che permette alle persone di interagire con ologrammi e personaggi inventati che non sottopongono l’essere umano a spiacevoli e imbarazzanti rifiuti. Lì l'incontro che gli ha cambiato la vita. 

Il sito del Guardian riporta come a Tokyo non siano pochi gli hotel specializzati in matrimoni con personaggi di fantasia e, per questo nuovo tipo di clientela, vengono riservate anche delle stanze speciali dove passare la prima notte di nozze ...senza tuttavia scendere nel dettaglio di come questa notte venga poi effettivamente trascorsa. Il tutto, inutile nasconderlo, suona decisamente insolito e particolarissimo ma, a ben pensarci, quando ci interfacciamo tramite i social media con uomini e donne che non abbiamo mai visto dal vivo, con cui parliamo e ci confidiamo, per i quali sviluppiamo delle cotte a distanza (dando per buone le loro foto e le loro parole) non corriamo comunque il rischio di innamorarci (o anche solo invaghirci) di un qualcuno/a che nella realtà non esiste, che non possiamo toccare, con cui non possiamo parlare vis à vis...eppure ci provoca comunque forti emozioni?
Sotto sotto, gratta gratta, scava scava, non è che finiremo un po' tutti come Hatsune Miku?

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