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I segreti di Internet - Il metaverso

Parte III – Il metabusiness

Brano musicale consigliato durante la lettura: Money for Nothing (Dire Straits)

Metaverso

Giratela pure come preferite, ma alla fine il metaverso, come tutto quello che dimora nella Rete (o meglio, come tutto ciò che, nel web, ha alle spalle grossi progetti di investimento), è stato concepito e realizzato per questioni di natura squisitamente economica.

Come dimenticare infatti, consentitemi una citazione cinematografica, la domanda (con successiva risposta) del biscazziere Sam Rodstein (Robert De Niro) in Casino per la regia di Martin Scorsese? “Ma che cosa credete che siamo venuti a fare qui in mezzo al deserto? (il riferimento è relativo alla costruzione di un grosso casinò a Las Vegas) ...abbiamo fatto tutto solo per prenderci i vostri soldi". Togliete la parola “deserto” e mettete “metaverso”, ed ecco che i conti tornano, o perlomeno la visuale d'insieme inizia a diventare più chiara. A ogni modo, dopo aver analizzato nelle precedenti puntate di questa rubrica quello che è il metaverso, e con quali strumenti ci si entra, vediamo ora esattamente come funziona, o meglio, come genera profitti e dividendi per coloro i quali vi hanno investito per crearlo e per svilupparlo. A parte che, forse dovremmo iniziare a parlare non tanto di “metaverso”, ma di “metaversi”, dal momento che, fiutato il possibile affare, non in pochi si sono gettati a capofitto su questo nuovo business telematico.

D'altronde si sa come funziona il mercato: se un prodotto ha successo, svariati imprenditori ci investono, cercando ognuno di ritagliarsi una nicchia di potenziali clienti. Il metaverso, come già accennato in precedenza, funziona né più né meno come un qualsiasi settore merceologico. Facciamo l'esempio, tra gli innumerevoli, dei maglioni di lana: a seconda dei casi potranno costare da pochi spiccioli a migliaia di euro, e chi ne desidera uno, tenuto conto delle proprie disponibilità, lo acquisterà di pessima, media o pregiata fattura. Lo stesso dicasi per ogni cosa: dalle macchine alle barche, dalle poltrone per l'ufficio agli occhiali ...e quindi anche per il metaverso. Se avrò modo di spendere tanto, mi godrò “la bella metavita” (ovvero la vita nel metaverso condotta a mezzo del mio avatar), se invece avrò poco o nulla da spendere, avrò un avatar “metasfigato” che si prenderà tante “metaporte” sulla sua (brutta) metafaccia. Veniamo ora all'aspetto economico: ovvero chi guadagna e come nel metaverso? Le possibilità e gli indotti sono infiniti, e i metaversi già esistenti stanno usufruendo di una rapida innovazione e di un forte incremento della produttività grazie a massicci investimenti che stanno creando dei veri e propri mercati multimilionari (in primis grazie a creatori di contenuti multimediali ed esperienze virtuali). Parlando di business, si parla di economia, e nel caso del metaverso di una economia digitale e fluidissima in cui gli utenti possono creare, acquistare, permutare e vendere beni e servizi per poi spostarli da una piattaforma all’altra con un clic.

Gli esempi sono innumerevoli, e alcuni analisti si sono spinti ad azzardare (ma in economia, come sappiamo, l'azzardo ci sta sempre) che l'economia “metaversica” potrebbe addirittura, in un domani indefinito, superare quella reale in termini di giro d'affari. Dal marketing di Balenciaga al gioco di Fortnite che, in collaborazione con Nike e il rapper Travis Scott, ha presentato le nuove Jordan raggiungendo oltre 10 milioni di spettatori in meno di 10 minuti. Dal banking (parola che, con il noto pragmatismo anglosassone, racchiude in sè tutte le prestazioni e gli utilizzi dei servizi bancari) che utilizza il metaverso per migliorare l’interazione con il proprio metacliente (si pensi alla “Kookmin Bank” che permette ai metaconsumatori di metaviaggiare in uno spazio virtuale e personale e di comunicare con il metastaff dell'istituto di credito) al settore retail, si pensi all’evento organizzato da Roblox e Gucci dove, in uno spazio chiamato “Gucci garden”, è stata lanciata un’edizione limitata di borse virtuali vendute al 21% in più del valore al dettaglio ...metaborse comprate con denaro vero (ora è un po' più chiaro il perchè del consiglio musicale durante la lettura?). Dallo smart working con le Facebook Horizon – working rooms che permettono a chi fa smart working di interagire a distanza tramite realtà virtuale al settore della cultura con musei, gallerie, fiere e festival che, anche per far fronte alla mal parata delle loro attività nel mondo reale, si sono rimessi in gioco nel metaverso con i loro fac-simile virtuali (si pensi a Liz Rosenthal e Michel Reilhac che hanno introdotto la sezione Virtual Reality della 78° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia).

Sempre per restare nel mondo dell'arte, anche la casa d’aste Sotheby’s, una delle più antiche d’Inghilterra, sta lanciando Sotheby’s Metaverse, una nuova piattaforma, costruita in collaborazione con crypto artisti, curatori e collezionisti e nata per sfruttare l’esplosione di interesse per il patrimonio artistico blockchain-based (ce ne siamo occupati in maniera diffusa su https://lasesia.vercelli.it/i-segreti-di-internet/2021/04/02/news/altro-che-picasso-103567/ ). Il nuovo business sta inoltre attirando da tutto il mondo talenti con curricula ibridi che spaziano dalle capacità artistiche a quelle tecnologiche, mixando interesse per il mondo del gaming, del design, del fashion, dell’architettura ma anche del filmmaking e dello storytelling. Queste sono le risorse principali sui cui i metaversi si stanno creando: dall’ideazione di ambienti, città e continenti virtuali all’implementazione di esperienze coinvolgenti, allo sviluppo degli avatar fino all’organizzazione di eventi immersivi virtuali. E mi raccomando, non sono da dimenticare gli NFT (ovvero non-fungible token: certificati di proprietà su opere digitali) che prendono la forma di oggetti digitali da collezione da far sfoggiare ai propri avatar. Definiti dal dizionario Collins “parola dell’anno” (che a quanto pare ha tolto dal trono “selfie”), gli NFT rappresentano una delle chiavi di volta del business del futuro metaverso: l’arguta unione tra arte, tecnologia e beni di metaconsumo che rappresentano, sta facendo da traino non solo ai profitti dei loro artistici creatori, ma sta generando anche valore aggiunto alle strategie di marketing e comunicazione dei brand più cool sul mercato.

Vediamo ora un esempio di questi giorni di chi, interessato al metaverso, ha messo mano al portafoglio per iniziare a farci shopping. Marco Verratti, centrocampista italiano del PSG, è il primo giocatore a entrare nel mondo del metaverso. Lo sportivo ha infatti acquistato una delle 25 isole digitali messe in vendita su The Sandbox da Exclusible, marketplace specializzato in NFT di lusso. Queste isole comprendono quattro diverse dimensioni con una varietà di caratteristiche di gala, tra cui opzioni per eliporti, porti privati, mobili, beni e possibili personalizzazioni di interni ed esterni. Le ultime isole sono state riservate solo a personalità con almeno un milione di follower sui social media e, come prevedibile, alla fine sono andate tutte esaurite: tra gli acquirenti c'è un altro calciatore, Kingsley Coman del Bayern Monaco. “Sono sempre stato appassionato di innovazione e tecnologie in generale e da poco mi sono avvicinato all’incredibile mondo della tecnologia blockchain e del metaverso - ha dichiarato Verratti nel corso di un'intevista – Ho capito che ero pronto per fare un passo importante ed essere precursore creando la mia isola privata in The Sandbox. Un domani non sarà solo mia, ospiterà migliaia di amici e fans disposti a condividere esperienze, partite, concerti e, perché no, anche attimi di vita privata. Non vedo l’ora di vedere realizzato il futuro che ho immaginato”. Il messaggio è chiaro e i tempi sono maturi: per chi volesse investire nel futuro è questo il momento giusto, perchè oggi è già domani.

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