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I segreti di Internet

…Altro che metaverso!

Come evitare di pensare al futuro dimenticandosi del passato

Metaverso

Un video come tanti. Uno di quei video che, per il solo fatto di essere messi in onda da un brand di peso, è già virale (parola quantomai tristemente di moda non solo per video, foto e post sui social) ancora prima che venga caricato in Rete.

“Famoso sulla fiducia” potremmo dire senza paura di esagerare. Stiamo parlando di una breve clip che, in tempo zero, ha raccolto in questi giorni più di dieci milioni di visualizzazioni su Twitter. In questo filmato di poco più di un paio di minuti viene raffigurata quella che potrebbe essere la spesa del futuro da Walmart, la popolarissima catena di negozi statunitense. Per chi è curioso e volesse vedere la clip in questione lascio qui il link.

La sensazione è quella di essere improvvisamente calati nella realtà alternativa di Matrix, più o meno nella celebre scena in cui Neo e Trinity scelgono le armi per andare in battaglia. Solo che, anziché trovarsi in mezzo a innumerevoli scaffali traboccanti di pistole e mitragliette automatiche, ci troviamo in una corsia di un moderno supermercato dove una manina virtuale afferra prodotti e li inserisce (a dire il vero senza una particolare grazia ...mi sono infatti venuti i brividi nel vedere come la suddetta maneggiava, in maniera diversamente delicata, una bottiglia di vino) all'interno di un carrello ...anch'esso virtuale. Chi ha visto il video e chi lo ha condiviso sul proprio profilo, chissà perché, ha immediatamente associato la visita virtuale nel megastore a quello che è il topic virale del momento, ovvero il “metaverso” di Mark Zuckerberg che, con grandi squilli di tromba, il patron di Facebook ha di recente presentato al mondo e alla comunità web. In buona sostanza, cercando di banalizzare il concetto il più possibile, trattasi di un universo nell'universo.

L'etimologia del termine ci aiuta un minimo a capire: “meta” (ovvero all'interno) e “verso” (abbreviazione di universo) ...quindi un universo parallelo, esattamente come quello che si può vivere in un videogioco o in un cinecomic della Marvel. Ma alla fine, a che cosa serve un metaverso? Semplice: a estremizzare un videogioco, facendo sì che dal monitor di un computer e di uno smartphone diventi una sorta di realtà. Ma c'è, come sempre, un però... il metaverso di Zuckerberg, con questo filmato, non c'entra nulla, almeno dal punto di vista cronologico (ma non solo in quello). Quindi, tutti coloro che erano già gasatissimi dal prototipo di spesa virtuale del futuro che si svolgeva sotto i loro occhi increduli, hanno ricevuto la cosiddetta doccia fredda quando si è diffusa la voce (divenuta anch'essa virale in Rete) che in molti, fatte le debite ricerche e verifiche, hanno scoperto che la clip che aveva fatto gridare al miracolo (e che tutti erano già pronti a spacciare per prima innovazione del “metaverso”) altro non era che un video commissionato da Walmart nel 2017 (quindi, tecnologicamente, secoli fa) per impressionare tutti quegli influencer che avrebbero partecipato al SXSW (il popolare festival che si tiene ogni anno in primavera ad Austin, in Texas).

Walmart, la conosciamo tutti, è forse la catena distributiva più grande del mondo, con migliaia di megastore grandi come cittadine dove si può comperare praticamente ogni genere e tipo di prodotto. 2017 dicevamo... stiamo quindi parlando di un video di quasi cinque anni fa; e ciò nonostante milioni di utenti di Twitter hanno visto in questa breve clip (oramai vecchia come l'e-cucco) niente po' po' di meno che il fantascientifico futuro immaginato da Zuckerberg. La sbornia analcolica collettiva è stata tale che erano tutti così dannatamente convinti che quello nel video fosse il metaverso che si è persino velocemente formata una fronda di detrattori che ha iniziato a criticare ferocemente sia la grafica della demo sia lo scopo stesso del progetto di quella realtà virtuale. “Se nel metaverso per fare la spesa devo impiegare lo stesso tempo che spendo in un supermercato reale – riportiamo uno tra i tanti commenti di un utente – effettuando le stesse operazioni, tanto vale andare in un supermercato reale”.

Le verità, messe a nudo da questa clip virale, sono sostanzialmente due (ed entrambe riflettono perfettamente lo spirito dei nostri tempi frettolosi e agitati): la prima riguarda l'entusiasmo virale collettivo che può facilmente portare a prendere vecchie clip per futuri metaversi (oppure, detta alla vecchia maniera, fischi per fiaschi), la seconda invece riguarda il fatto che le potenzialità del metaverso sono ancora del tutto inespresse e che il mondo virtuale a cui punta Zuckerberg è completamente da definire e immaginare.

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