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I segreti di Internet

...Altro che "Buon Natale!"

Un semplice augurio di Buon Natale è l'sms più caro di sempre.

Il primo sms

Oggi parleremo di archeologia digitale, una “scienza” che, a differenza di quella che digitale non è, non necessita di attendere secoli o millenni per trovare i propri reperti ...anzi, a volte bastano pochi mesi.

È notizia di questi giorni (tanto per restare in tema natalizio) che è stato battuto all'asta per 107 mila euro il primo sms (acronimo di Short Message Service) della storia. Il testo del suddetto messaggio è molto semplice: “Merry Christmas” (...non era ancora l'epoca del “Xmas” a cui oggi siamo abituati), niente segni di interpunzione, emoticon, gif o altre amenità tipiche degli anni a venire. Solamente un messaggio, stringato ma evocativo, due parole inviate da un computer fisso a un telefono cellulare che hanno dato inizio a una repentina rivoluzione della telecomunicazione globale. A voler citare l'astronauta Neil Armstrong potremmo anche dire: “un piccolo digitare di un operatore – un grande passo per la futura umanità connessa”. Per gli amanti dei dati e delle statistiche diciamo che il messaggio di cui parliamo oggi è stato inviato il 3 dicembre 1992 dall’ingegnere di Vodafone Neil Papworth per sperimentare l'invio a numeri telefonici di codici in formato testuale utilizzando i segnali di servizio già in funzione tramite i ripetitori, così da permettere nuove forme di comunicazione senza consistenti costi aggiuntivi.

Sono oramai passati quasi trent'anni dal primo sms della storia: un tempo relativamente breve ma comunque sufficiente a passare dal cordless allo smartphone, dalle telefonate a pagamento al 5G, dai primi cellulari con l’antenna e le pile grosse come mattoni agli odierni smart-phone sottili come lamette da barba. Un lasso di storia scandito da vorticosi cambiamenti ed evoluzioni, un percorso che in ogni caso trae origine sempre dal primo augurio di Natale ricevuto da un telefono cellulare. L'asta è stata indetta dalla casa d’aste Agutte assieme a Vodafone, proprietaria del messaggio e il ricavato (sborsato da un anonimo acquirente) verrà devoluto in beneficenza dalla compagnia telefonica all’UNHCR, l’agenzia ONU per i rifugiati Ma... si chiederanno in molti, come si fa a “vendere” un sms?!? Il procedimento è lo stesso di cui abbiamo già abbondantemente parlato in un precedente articolo di questa rubrica, ovvero il testo del messaggio di auguri è stato trasformato in NFT (Non Fungible Token) ed è stato poi venduto all’asta come pezzo unico.

Per farla breve e semplice: un sms, una foto, un video etc, una volta trasformati in formato NFT diventeranno pezzi unici (sebbene replicabili in un numero indefinito di volte con un semplice clic), ma solo il proprietario di quello specifico Token potrà essere considerato il padrone esclusivo della matrice originale del prodotto. Alcuni autori hanno tuttavia evidenziato il paradosso dell’odierna schizofrenica evoluzione tecnologica che arriva a garantire e autenticare un “reperto archeologico” nato sulla soglia del XXI secolo. Ma oggi tutto corre veloce, perfino il passato.

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