cerca

I segreti di Internet

Le "dirette" che ci volevano

Come aiutare le donne che rientrano a casa da sole?

Donna per strada

Mai come di questi tempi è un gran parlare e scrivere di violenza contro le donne, segno che l'abuso di genere è finalmente diventato prioritario nel dibattito pubblico e nell'agenda della politica.

Sebbene siano da considerare con favore l'inasprimento delle pene e la corsia preferenziale nei processi che vedono le donne nel ruolo di vittime, resta sempre di difficile risoluzione lo spinoso nodo della prevenzione. Poco importa infatti che le pene siano più severe e i processi più celeri se, prima degli stessi, la vittima ha comunque subìto una violenza, se non peggio. Prevenzione quindi in tutti i luoghi possibili pubblici e privati ...ma come si fa davvero prevenzione? Come si mettono in sicurezza una strada, un quartiere, un mezzo pubblico, un luogo di lavoro, un percorso, al fine di evitare spiacevoli sorprese? L'associazione “DonnexStrada”, guidata da Laura De Dilectis, si è posta il problema e, dopo attente analisi, ha proposto alcuni spunti per rendere il rientro a casa più sicuro per le donne (non dimentichiamo infatti che spesso vengono molestate e/o aggredite proprio lungo il percorso di ritorno a casa dal lavoro, soprattutto nelle grandi città).

Tra le varie iniziative ha lanciato una petizione in Rete (che in poco tempo ha raggiunto quota 40mila firme) per la creazione di carrozze di testa per sole donne su tutte le linee dei treni. Quest'idea è venuta dopo due episodi di violenza sessuale ai danni di due ragazze ventenni che stavano viaggiando sulla linea Milano – Varese. La proposta ha innescato un dibattito: chi la sostiene, chi ne vede i limiti di fattibilità e chi non valuta positivamente l'opzione di intervenire sui comportamenti delle potenziali vittime più che su quelli dei potenziali aggressori. “Soluzione efficace o no, il punto non è questo. Io penso alle firme che ho ottenuto: tantissime, in poco tempo. Significa che la gente vuole sicurezza e sa di non averla – commenta la stessa De Dilectis – In pochi mesi ci siamo date da fare e abbiamo inventato qualcosa di nuovo: organizziamo dirette Instagram per accompagnare le donne a casa se hanno paura e sono sole”. Di solito, quando si parla di dirette social (su Facebook, su Instagram o su altre piattaforme) a tutti noi vengono in mente influencer più o meno noti che presentano eventi, commentano prodotti, celebrano locali di tendenza etc. etc. etc, dimenticando il più delle volte che, di simile strumento tecnologico, se ne può fare anche un uso socialmente utile e preventivo.

Ma come funziona la diretta Instagram per proteggere le donne lungo un tratto di strada? “Le persone vivono una paura ormai automatizzata e normalizzata, quindi c’è una forte esigenza di aiuto. – continua Laura De Dilectis – Non solo sui treni, ma in generale quando si tratta di mezzi pubblici o di rientri su strade solitarie servono controllo e sicurezza, ed è per questo motivo che, tra le varie possibili soluzioni, abbiamo pensato alle dirette. Avvengono via Instagram e sono svolte con l'aiuto di circa 40 volontari, per il momento, che si offrono di accompagnare virtualmente a casa chi non si sente sicura”. La diretta può essere prenotata su Instagram sul profilo dell'associazione, oppure telefonicamente tramite la linea di emergenza della stessa. Facciamo un esempio pratico: Tizia prenota una diretta per il ritorno a casa dopo aver timbrato alle ore 22.00. La aspetta un quarto d'ora di viaggio in tram e dieci minuti di strada a piedi (in tutto 25 minuti). Prenota quindi la diretta e un volontario di “Donnexstrada” si offre di assisterla durante questo tempo. Alle ore 22.00, appena lasciato il posto di lavoro, Tizia si collega e inizia la sua diretta: la comunicazione si svolge senza auricolari per renderla evidente a tutti, e con la videocamera sempre accesa. 

Questo risulta essere un valido deterrente per gli aggressori che, pur vedendo la potenziale vittima da sola, percepiscono che comunque è in collegamento con qualcuno. Tutta la diretta del tragitto di Tizia sarà registrata, accorgimento necessario per poi tutelarsi in tribunale in caso di pericolo o di aggressione. La diretta può essere sia pubblica sia privata: in entrambi i casi i volontari dell'associazione dialogheranno con Tizia, parlando del più e del meno, fino a che la stessa non sia giunta alla porta di casa. In caso di necessità il volontario collegato con Tizia provvederà a contattare subito il 112 così da poter fornire alle Forze dell'Ordine tutti i necessari riferimenti per prestare immediato soccorso alla vittima. “Da sottolineare – ricorda la De Dilectis – che il nostro servizio è utile per previene eventuali aggressioni e non per gestire un pericolo già esistente: in quel caso vanno contattate le Forze dell’Ordine”.

Dall’inizio dell’attività, divenuta operativa ad aprile 2021, l’associazione ha accompagnato a casa già 800 persone. Non solo Instagram comunque, Donnexstrada sta lavorando in questi mesi per offrire un servizio che tuteli le potenziali vittime sotto ogni punto di vista: “Presidi in ogni città con volontari formati alla violenza di genere e consultabili tramite mappa. - spiega sempre Laura De Dilectis - Una farmacia aperta 24 ore su 24, un’edicola già aperta alle 6 di mattina... Posti cui le vittime possono rivolgersi in caso di necessità e dove sanno di poter trovare ascolto o solidarietà, attivando i cittadini a partecipare in prima persona partendo dagli ambienti lavorativi. All’interno dell’attività si possono trovare brochures esplicative in merito alle risorse territoriali utili per contribuire al supporto alla vittima. L’intenzione di Donnexstrada è ideare un protocollo da attivare in tutti i comuni”. Fino a quel momento, 24 ore su 24 (e gratis) si continuerà con le dirette via Instagram. 

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500