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I segreti di Internet

Il mulo dei soldi

A.A.A. Conti correnti bancari cercasi per operazioni di riciclaggio internazionale

Mulo

Se qualcuno dei miei 25 lettori ha visto “The Mule - il Corriere”, film del 2018 basato sulla storia vera di Leo Sharp, un veterano yankee della seconda guerra mondiale (e chi poteva interpretarlo, se non Clint Eastwood?) divenuto corriere della droga per il cartello di Sinaloa, allora capirà bene l'argomento di cui tratterò oggi.

Nel film, il protagonista, un anziano orticoltore alla canna del gas per la propria situazione finanziaria, accetta di lavorare come postino della droga per un cartello messicano. Le sue operazioni, apparentemente semplici, gli porteranno non solo soldi facili, ma anche rogne con la Dea (la Drug Enforcement Administration, divenuta famosa con la serie Narcos di Netflix) e poi, subito dopo, con la giustizia. Oggi il sistema dei “Money Mule” (letteralmente i muli del denaro) non è poi molto diverso dalla storia raccontata nel film. Vi sono cyber-criminali che, tramite varie piattaforme online, oppure tramite i social media (in alcuni casi anche tramite inserzioni sui giornali alla vecchia maniera), reclutano normalissimi correntisti allo scopo di utilizzare i loro conti bancari per trasferire (vedremo come e dove) denaro ottenuto in modo illecito.

Le inserzioni e il reclutamento si rivolgono prevalentemente a persone in cerca di lavoro o che comunque non navigano in buone acque. Il tutto sembra facile e veloce: io metto a disposizione il mio conto corrente affinché altri (in cambio di un buon compenso) lo utilizzino per loro operazioni finanziarie (quasi sempre per trasferire denaro all'estero). Le inserzioni dei criminali promettono provvigioni elevate in cambio di uno sforzo minimo (vero!), solitamente senza la necessità di avere una determinata qualifica o competenze specialistiche (vero anche questo!) ...quel che sempre dimenticano di dire è che l'attività proposta è illegale, e chi ci casca (magari anche convincendosi di essere un vispo operatore economico) commette il reato di riciclaggio di denaro che, nel nostro Paese, è punito dai 4 ai 12 anni di carcere.

Vediamo ora come funziona il tutto: il soggetto risponde all'annuncio dei criminali e dà la propria disponibilità a utilizzare il proprio conto corrente per le operazioni che gli vengono proposte. Da quel momento inizierà a ricevere accrediti sul conto che poi dovrà prelevare in denaro contante e spedire all’estero (ai destinatari che gli vengono indicati) a mezzo posta tradizionale (in una lettera o in un pacco), utilizzando di solito il servizio di money transfer. Come compenso sarebbe prevista la possibilità di trattenere una provvigione (ovvero intascarsi una percentuale concordata dei soldi transitati sul conto). Come sempre avviene nelle operazioni di riciclaggio, tutti coloro che fanno a vario titolo parte della filiera o sono consapevoli complici o sono ignare vittime, per cui può essere utile fornire delle valide indicazioni (per queste ultimi) affinchè possano tutelarsi. La Asociación Española de Banca per evitare le situazioni di cui sopra ha diramato un vademecum che qui pare interessante riportare:
1 – Non rispondere alle e-mail che potrebbero essere considerate sospette (per via dei facilissimi guadagni che promettono), e non cliccare mai su alcun link altrettanto sospetto.
2 – Non fornire mai i dati del proprio conto bancario a qualcuno di cui non ci si fidi pienamente.
3 – Assumere sempre informazioni sull’azienda che propone offerte sospette (oggi la cosa è molto semplice, a volte basta una mera googolata per leggere eventuali recensioni negative degli utenti).

In tutti i casi in cui si nutrono sospetti che qualcuno stia cercando di proporre l'attività di “money mule”, bisogna provvedere ad un'immediata segnalazione alla polizia e, per sicurezza, anche alla propria banca. Concludo segnalando un link dell'F.B.I. che ritengo sia una valida fonte informativa sulla questione: https://www.fbi.gov/scamsand-safety/common-scams-and-crimes/money-mules .

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