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I segreti di Internet

Influencer umani-virtuali

Quando l'essere umano non è più “cool”

Influencer

In fin dei conti, a pensarci bene, Francesco Guccini ci ha azzeccato perfettamente quando, nelle strofe de “La locomotiva”, canta: “ma nella fantasia ho l'immagine sua, gli eroi son tutti giovani e belli”.

Prova vivente (per modo di dire) sono i protagonisti dei fumetti: Superman/Clark Kent ha sempre tra i 25 e i 30 anni, e altrettanto Bat-Man/Bruce Wayne ...sebbene entrambi abbiano da poco festeggiato il loro 75esimo anniversario. Per non parlare poi di Yellow Kid, che è un bambino fin dal 1894, o di Mickey Mouse, ratto antropomorfo con il volto da eterno ragazzino sin dal 1928. Tex Willer e Diabolik non sono da meno, il primo è un trentenne (circa) dal 1948, e il secondo è suo coetaneo (sempre circa) dal 1962. Forse che il patinato mondo degli odierni influencer poteva essere da meno? Assolutamente no! Quindi i signori dell'intrattenimento h24 a 360° sono subito corsi ai ripari trovando la soluzione giusta per adeguarsi allo spirito dei tempi. Per quanto un influencer o un YouTuber si tenga bene, anzi benissimo, non fumi, non beva bevande gasate e non mangi cibi fritti, faccia palestra, si trucchi, si ritocchi, etc. soggiace sempre e comunque alle ferree leggi del tempo ...cosa che non va mica tanto bene in un'epoca in cui non esiste praticamente più nulla destinato a durare per più di qualche mese (qualche anno se si è davvero brav... fortunati).

Che fare quindi? Semplicissimo: si rottamano gli influencer umani per far spazio a quelli virtuali. Prendiamo per esempio “Laserbolt”,uno YouTuber come tanti altri che recensisce e crea guide per i videogiochi e collabora con diverse case di produzione per promuovere prodotti legati al gaming ...con una piccolissima differenza rispetto ai suoi colleghi: non esiste. E' un essere umano digitale (fantastico ossimoro dei giorni nostri), ha 23 anni, e li avrà per sempre ...dal momento che è eterno. Il giornalista Kho Ewe, sulle pagine del sito Vice, ci racconta la di lui storia: Laserbolt proviene dal pianeta Tesla (proprio come Superman arriva da Kripton), laddove era un personaggio molto noto nel mondo del gaming e un giorno è stato magicamente trasportato sulla Terra attraverso un misterioso portale. Nel nostro pianeta Laserbolt è un “content creator” che lavora per “GamerFuzion” (azienda che recensisce notizie legate al mondo dei videogiochi). “Sono un essere umano proprio come voi, solo che ho una forma digitale – ha confermato Laserbolt in un' intervista (ovviamente gli influencer virtuali rilasciano interviste proprio come quelli umani) – Sono estroverso, schietto, ho una forte personalità e sono single.” Venendo ora ai dati: i suoi follower su YouTube sono più di 200.000, mica male per uno che manco esiste! In fin dei conti non è che Laserbolt faccia gridare al prodigio, lo sappiamo benissimo che non c’è alcun bisogno di essere umani per diventare una celebrità in Rete: pensiamo infatti a Lil Miquela, o a Hatsune Miku ...tutti influencer seguitissimi e tutti non-umani.

Una star virtuale è ambitissima dagli sponsor per via del fatto che (cosa abbastanza intuitiva) non può creare alcun tipo di scandalo: cosa che nel mondo del social media marketing è una vera e propria manna dal cielo per i manager di pubbliche relazioni e per gli uffici stampa. A differenza dei loro colleghi umani, che possono finire nell'occhio del ciclone per una battuta omofoba, oppure per essere stati arrestati perché trovati in possesso di droga, etc. gli influencer virtuali non finiscono mai nei casini e il loro comportamento è sempre ineccepibile. Se a questo aggiungiamo il fatto che possono lavorare h24/365 giorni senza alcun problema, non sono mai indisposti, sono sempre di ottimo umore e in splendida forma, si fa in fretta a capire perché stiano davvero diventando l'asso pigliatutto nel mondo del web. Pare comunque che agli utenti (utenti umani, per capirsi) poco o nulla importi di essere follower di un personaggio fatto di pixel. Si pensi al caso della giapponese Imma (anch'ella ...o anch'essa, a voler essere precisi, influencer umana virtuale) che ha postato sul proprio profilo Instagram una richiesta di consigli ai suoi circa 350.000 follower (in merito a come comportarsi dopo un litigio col di lei fratello virtuale) ...ebbene, molte persone hanno cominciato a commentare condividendo le proprie storie personali per offrire supporto. E' interessante la storia di Imma: si “è fatta” un nome nella scena web lanciando una collezione di moda in collaborazione con Amazon e ha disegnato una linea di oggetti virtuali che lei stessa indossa nelle vesti di modella. Il suo creatore Takayuki Moriya comunque ci tiene a definirla un “essere umano virtuale” precisando che: “la creazione ex novo di una personalità “autentica” risulta un concetto vago e indistinto, con il quale tuttavia i virtual influencer e i loro creatori devono comunque confrontarsi. Dovessimo però giudicare soltanto dalla profusione di affetto e supporto emotivo dimostrato dai fan verso Imma, sembrerebbe proprio che i follower siano già alquanto coinvolti nella sua vita”. 

Imma non è comunque la sola: Rae, un'influencer virtuale di Singapore, si è fatta un nome pubblicizzando la sua passione per l’arte e per lo skate, così come il suo talento nello stringere amicizie ….anche offline: Rae è infatti apparsa sulla cover di una rivista insieme a VaVa, una r a p p e r c i n e s e um a n a a l 1 0 0 % ( a d i r e i l v e r o , g u a r d a n d o l a c o v e r https://www.instagram.com/p/CJnlhhFnYL3/?utm_source=ig_embed non si capisce chi sia quella vera e quella non). “Abbiamo legato all’istante! - ha detto Rae – Vogliamo entrambe abbattere gli stereotipi e mostrare che le donne possono cambiare le cose grazie al talento e alla passione, alla collaborazione e al duro lavoro.” E come non parlare di Lil Miquela, forse la più famosa influencer virtuale al mondo, con i suoi 3 milioni di follower su Instagram. Per cinque anni ha postato contenuti riguardanti fashion e lifestyle, pur rimanendo sempre bloccata ai suoi 19 anni “ideali e virtuali”. Le persone (vere) che gestiscono da dietro le quinte gli influencer virtuali di solito preferiscono rimanere anonime e limitarsi alla storia ufficiale, anche per non togliere luce ai propri personaggi, per cui poco o nulla si sa di chi siano i padroni del vapore. Morale della favola: avete presente quando sogghigniamo sotto i baffi per quelle nostre amiche che compiono sempre 35 anni? ...adesso abbiamo poco da ridere, perché d'ora in poi sarà così per davvero ...o per finta? Bah, poco importa!

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