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I segreti di Internet

जबरन वसूली अशील

“Vacche” sacre ...ma non quelle che pensate voi

Internet

Il titolo della rubrica di questa settimana potrà sembrarvi abbastanza incomprensibile ...a meno che non parliate la lingua “hindi”.

Il suo significato in indiano è “estorsione a sfondo sessuale”, questo è infatti il nome dato a una nuova truffa che sta prendendo velocemente piede in tutta l'Asia. Il crimine di cui ci occupiamo oggi si basa principalmente sulla tecnica del “deepfake”, ovvero quel procedimento per la sintesi dell'immagine umana che viene utilizzato per combinare e sovrapporre immagini e video. Per fare un esempio pensiamo al video di un esibizionista durante un'invasione di campo (ovviamente in tenuta adamitica) durante una partita di Champions League: se alla testa del soggetto io andrò a sovrapporre quella di Berlusconi o di Ronaldo (o di chiunque altro), avrò il video di costoro che corrono nudi in campo. La tecnica è a tal punto sviluppata che, grazie alla stessa, è stato creato un vero e proprio genere pornografico (detto “Celebrity”, dove al posto della testa delle attrici o degli attori viene sovrapposto quella di soggetti noti al pubblico); viene utilizzato anchesì per creare fake-news, perpetrare truffe, per compiere atti di cyberbullismo o altri crimini informatici di varia natura ...oppure, quando va bene, per pura satira. Ma torniamo alla nostra truffa in India: gli utenti dei social media vengono contattati (quasi sempre su Instagram) attraverso numerose videochiamate, fatte anche da più soggetti diversi, finché non rispondono, dopodiché viene chiesto loro di pagare una considerevole somma di denaro per evitare che la propria faccia finisca in filmati porno-fake poi inviati a parenti e amici.

La polizia indiana specializzata in cybercrimini ha ristretto il campo delle indagini ai seguenti Stati indiani: Uttar Pradesh, Haryana e Rajasthan ...questi nomi potranno anche dirci poco o nulla, ma rappresentano per le locali forze dell'ordine un vero e proprio “triangolo delle Bermuda comunicativo”, una specie di “buco nero” per le reti della telefonia mobile dove gli hacker, sfruttando la presenza di molteplici torri per le telecomunicazioni (che rendono molto difficile tracciare l’esatta ubicazione dei device interessati), imperversano indisturbati. Tal Rohan Bhashin, un uomo di 33 anni, è stata la prima vittima di questo tipo di estorsioni, e ha deciso di raccontare l'accaduto in un' intervista al quotidiano indiano The Indian Express. Tutto è partito da una donna che non conosceva, ma con cui condivideva qualche amico virtuale, che ha iniziato a seguirlo su Instagram. Successivamente la stessa ha cominciato a inoltrargli videochiamate. “All’inizio ho ignorato le chiamate, ma dopo averne ricevute sette od otto ho risposto. – ha raccontato Bhashin – Mi sono trovato davanti una donna nuda che si stava esibendo in atti sessuali. Sul momento non ho ben capito che cosa stesse succedendo, così ho interrotto la comunicazione dopo pochi istanti.” Subito dopo la donna ha cominciato a inviargli una sfilza di messaggi ricattatori, minacciando di diffondere video qualora non l’avesse pagata. Bhashin si è rifiutato e l’ha bloccata su Instagram, ma quindici minuti dopo ha cominciato a ricevere messaggi e chiamate dai suoi amici e dalla sua famiglia che gli chiedevano spiegazioni per aver ricevuto un video pornografico con lui come protagonista. “I truffatori avevano registrato la mia immagine dalla videochiamata e l’avevano sovrapposta al corpo di qualcun altro ...nel video condiviso sembravo proprio io!” ha sottolineato Bhashin stupito. La polizia indiana conferma di ricevere migliaia di denunce simili: più di 317.000 solo tra l’agosto del 2019 e il marzo del 2021. Per cui, se una volta valeva il detto “non aprite la porta agli sconosciuti”, oggi bisognerebbe aggiornarlo con “non rispondete alle videochiamate di chi non conoscete”. 

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