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I segreti di Internet

Smart?...Fin troppo

Quando a incastrarti è il tuo smart-phone

Smartphone

Ogni Paese, ciclicamente, ha il suo caso di cronaca nera che, solleticando la pruriginosa morbosità collettiva oltre ogni limite, diventa un vero e proprio caso nazionale.

Pensando a casa nostra vengono in mente l'atroce delitto di Cogne, oppure la mattanza del cosiddetto mostro di Firenze. Spostandoci in Francia affiorano alla memoria il caso relativo all'eccidio famigliare di Jean-Claude Romand nel 1993, da cui lo scrittore Emmanuel Carrère ha tratto un libro e la regista Nicole Garcia un film ...e l'elenco potrebbe continuare, quasi all'infinito. Anche la Grecia, di recente, ha registrato il suo fatto di sangue che ha avuto un seguito nazional popolare: quello della povera Caroline Crouch, ventenne britannica (ma cresciuta sull'isola di Alonissos), moglie di Babis Anagnostopoulos, 33enne pilota di elicotteri. Detto caso ha tenuto la penisola ellenica con il fiato sospeso per settimane intere, fino alla svolta scioccante seguita alla confessione del marito che, dopo essere stato messo sotto pressione, fino al punto di non avere più scampo, dai solerti inquirenti ateniesi, ha ammesso di aver barbaramente ucciso la giovane moglie (nonché madre della loro figlioletta).

Era stato proprio Anagnostopoulos l'11 maggio scorso, ad aver fornito alla Polizia la versione dell'aggressione in casa da parte di tre scassinatori che, a suo dire, lo avevano anche legato, mentre soffocavano la moglie Caroline e portavano via 15 mila euro in contanti dall'appartamento, nel quartiere ateniese di Glyka Nera, dove la coppia viveva. La versione, però, non aveva convinto fino in fondo gli investigatori per via di un semplice motivo: non c'erano tracce riscontrabili di quanto affermato dal marito e, in ogni caso, quanto raccolto dalla polizia scientifica non coincideva con il di lui racconto. Lasciati quindi momentaneamente da parte i riscontri del luminol e i verbali di deposizione del marito, gli investigatori si sono concentrati sul versante tecnologico della vicenda che, col senno di poi, si è rivelata la vera carta vincente per la risoluzione del caso. Innanzi tutto è stato verificato, analizzando lo smart watch di Caroline, che il di lei cuore batteva ancora nell'orario in cui il marito aveva dichiarato che era stata uccisa (ciò è stato possibile grazie a una determinata applicazione, tra quelle di default dell'orologio, che monitora h24 le funzioni corporee di chi lo porta al polso). Ma non solo, il rilevatore di attività del telefono del marito ha rivelato che nell'orario in cui lui sosteneva di essere stato legato e immobilizzato, si aggirava invece per l'appartamento (e detta ulteriore verifica è stata possibile grazie a una funzione dello smart, inserita da Babis Anagnostopoulos , che permette la perfetta geolocalizzazione dello stesso, anche se viene spostato di pochi metri).

Di certo il marito aveva il proprio smart-phone in tasca, o comunque addosso a sé dopo l'omicidio, e spostandosi per casa ha lasciato traccia di tutti questi spostamenti ...altro che legato e immobilizzato dai malviventi! Queste due indicazioni sono state più che sufficienti per indurre gli investigatori a scavare ancora, a insistere, fino a ottenere la sua confessione dopo otto ore di interrogatorio. Al momento non è però ancora chiaro il movente, ma comunque l'assassino è stato consegnato alla giustizia. Si segnala infine che l'ultima immagine pubblicata sul profilo Instagram di Anagnostopoulos è uno scatto del suo matrimonio: lui e la moglie Caroline che gli sorride su una spiaggia greca, con addosso ancora gli abiti della cerimonia. Una foto postata esattamente un mese fa, quando Caroline era morta già da sette giorni.

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