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I segreti di Internet

Amici a tutti i costi

Come e perché Facebook vuole farci stringere amicizia il più possibile

Facebook amicizie

Facebook, il più popolare tra i social media, ha fatto dell'amicizia la sua fortuna. Certo ci vuole un bel coraggio a chiamare “amici” persone che manco le si riconosce e le si saluta quando le si incontra per strada, o che addirittura si ignori bellamente chi siano ...ma lo sappiamo, oggi sono moltissime le parole che hanno un diverso significato nei due mondi (quello virtuale e quello reale, che qui cito in ordine di odierna importanza), e “amicizia” è, forse, tra queste, la più rilevante. 

Facebook, dicevamo, ha recentemente comunicato di voler aumentare (ulteriormente) le interazioni tra i suoi numerosi iscritti e per tale scopo lavorerà per far crescere il numero di amicizie nate sul sito, puntando principalmente sugli aspetti che accomunano persone che magari non si sono mai viste neanche in volto (come dicevamo prima) ma che, e qui sta il punto, nutrono i medesimi interessi e professano le stesse idee nei più disparati interessi (dallo sport alla politica, dalla cucina ai viaggi). Enrico Forzinetti, esperto di social media, ha effettuato uno studio su quella che al momento è solo una sperimentazione di Facebook negli Usa (ma che presto sbarcherà anche in Europa) chiamata, per l'appunto, “cose in comune”, finalizzata a raggruppare i vari utenti a seconda dei propri interessi e attitudini. Tutta l'iniziativa nasce e si sviluppa all'interno di quello che è oramai divenuto l'orticello personale e ben delimitato di ogni utente della piattaforma: il profilo dell'iscritto.

Vediamo ora come funziona facendo qualche esempio: l’utente Giovannino, mentre bighellona in Rete scorrendo la propria bacheca Facebook, trova a un certo punto un commento di Giulietto (altro utente) fatto a un suo post pubblico. E fin qua nulla di strano, è prassi normale che ogni nostra foto, o post, o meme ...o altro, riceva commenti, reazioni a mezzo di emoticons, e così via... Ma questa volta, grazie a “cose in comune”, ci sarà qualcosa in più, ovvero un’informazione relativa a un dato che in qualche modo i due (Giovannino e Giulietto) condividono. Può trattarsi ad esempio della città di provenienza (entrambi sono di Roma) oppure della stessa università frequentata, oppure ancora può essere una segnalazione relativa al fatto che lavorano o hanno lavorato in passato per la stessa azienda o, cosa statisticamente più probabile, entrambi sono iscritti ai medesimi gruppi di Facebook. Dalla camera di regia di Facebook però, viste le non poche rogne (tutte assolutamente reali) avute in questi anni in tema di rispetto della privacy e di utilizzo dei dati dei loro iscritti, hanno però evidenziato in giallo-fluo che verranno mostrate solo quelle informazioni che gli utenti hanno reso pubbliche sul loro profilo ...il tutto in conformità con le impostazioni sulla riservatezza che ogni utente ha stabilito per il proprio account.

A volerci pensare bene, “cose in comune” non è che una versione più completa e raffinata di una funzione che già esiste da tempo, ovvero quella di “Persone che potresti conoscere”, che serve ad aumentare le richieste di amicizia e le interazioni significative sulla base di parametri ritenuti comuni dal sistema (ma che, in questo caso, non vengono esplicitate agli utenti). Al di là della funzione che propone nuovi contatti in base alle amicizie comuni, ci racconta Forzinetti, Facebook sta altresì ampliando ulteriori strumenti per collegare tra loro utenti con interessi simili iscritti agli stessi gruppi. La cosa comunque non finisce lì: Facebook ha altresì annunciato l’introduzione di una funzionalità per creare nuovi contatti tra maestri e allievi in diversi ambiti di applicazione. Naturalmente, la parte del leone la farà come sempre il “dating” (...per capirsi, fare amicizie in Rete per cercare uno o più partner) e, sempre stando ai rumor dei ben informati, la piattaforma lancerà un servizio di dating online che, attingendo alla mole di dati in mano al social, faccia iniziare dall'azienda non meglio precisate “relazioni significative” tra gli individui ritenuti compatibili sulla base dei loro gusti espressi sui propri profili. Tra tanti proclami di nuove funzioni, una merita di certo la nostra attenzione e il nostro plauso ...sebbene non abbia una diretta attinenza con le amicizie tra utenti. Pare che una delle ultime novità emerse sugli esperimenti realizzati da Facebook sia quella della classificazione degli utenti con un determinato punteggio finalizzato a indicare la loro capacità di distinguere notizie vere da fake news. A ben pensarci, dopo aver bannato The Donald dalle proprie pagine, non potevamo aspettarci qualcosa di diverso. 

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