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I segreti di Internet

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Quelle varianti imprevedibili che fanno la differenza

Il tweet incriminato

Lo "strano" tweet

Chi se lo ricorda “Wargames”, il film vagamente distopico del 1983 diretto da John Badham?

Nell'opera, David Lightman, un giovane appassionato di informatica, è un abile e promettente hacker che, fattosi prendere la mano, vuole introdursi nel sistema della Difesa statunitense, cosa che gli riesce senza nemmeno troppe difficoltà. Per farla breve, il nostro smanettone informatico quasi scatena una guerra termonucleare contro i sovietici, mettendo in subbuglio mezzo mondo. Fu un grande successo al botteghino e Ronald Reagan, allora presidente degli Stati Uniti, ne fu a tal punto impressionato da convocare i suoi consiglieri militari per verificare la possibilità che potesse realizzarsi per davvero una situazione analoga a quella narrata nel film. Quindici mesi dopo, evidentemente non troppo tranquillo sul punto, Reagan emanò un ordine esecutivo, il “Nsdd-145”, che rese molto più severe le procedure di sicurezza e più alto il grado di protezione dell’arsenale strategico americano da possibili intrusioni esterne ...in tempi di guerra fredda ogni precauzione non era mai troppa. Quasi 40 anni dopo Wargames, sebbene con modalità e intenzioni del tutto diverse, si è creato (questa volta per davvero) il panico che Badham aveva raccontato nel suo film.

Partiamo dall'inizio: a fine marzo, per l'esattezza il 31, sull'account ufficiale dello “US Strategic Command”, l'agenzia responsabile della salvaguardia delle armi nucleari americane, appare un tweet dal contenuto oscuro ed indecifrabile: ; l ;; gmlxzssaw. Scartata, ma solo dopo pochi istanti (grazie ai possenti sistemi di sicurezza di cui godono certi account particolarmente sensibili), l'ipotesi di una violazione da parte di hacker ostili, in molti han cercato di decifrare l'incomprensibile stringa alfanumerica, immaginandosi chissà quale oscuro significato e/o proposito relativamente alla stessa. Prima che l'esercito di decifratori (tanto istituzionali quanto improvvisati) riuscisse a cavare un bit dal file, il tweet è stato rimosso e, poco dopo, svelato l'arcano dallo stesso comando strategico titolare dell'account. Di tutte le possibili soluzioni paventate nei pochi minuti di esistenza in Rete del tweet, cito in ordine crescente di dissennatezza: messaggio in codice per i soli addetti ai lavori, comunicazione criptata tra i soli capi dello US Strategic Command, minacce provenienti da una potenza ostile (“terrestre” ...tra poco capirete il perché di questa specifica), comunicazione criptata di potenza extraterrestre amica e, ex aequo, comunicazione criptata di potenza extraterrestre nemica.

Alla fine si è scoperto che l'autore del tweet era nulla più che un bambino di nove anni. Ma come è stato possibile che un ragazzino abbia potuto scrivere un messaggio privo di senso alcuno sull'account di uno degli enti più strategici e protetti del mondo? Anche qui, teorie fantacomplottiste a parte, la soluzione è la più semplice che si possa immaginare: il responsabile del comando strategico ha lasciato momentaneamente aperto e incustodito l'account Twitter sul quale stava lavorando (pare per andare un attimo in bagno) e suo figlio, messa mano alla tastiera, ha iniziato a pacioccare con i tasti e, del tutto inconsapevolmente, ha pubblicato il messaggio all'insaputa del padre ...Una volta scoperto l'accaduto si sarebbe dovuto per lo meno consegnare un premio all'utente che era andato più vicino alla soluzione del problema, ovvero a chi, senza farsi suggestionare da dietrologie più o meno stravaganti, aveva ipotizzato che lo strambo tweet fosse nulla più che il frutto di un gatto che aveva camminato sulla tastiera.

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