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1876-1877

Mentre il carnevale prende piede, il 41% dei giovani non sa leggere

Arrivano le prime inserzioni pubblicitarie sul giornale

La Sesia 1876

La nuova testata de La Sesia del 1876

Il 1876 è segnato dalla morte del sindaco di Vercelli Felice Monaco, a causa di una lunga malattia il 24 novembre. Il nuovo primo cittadino diventa il notaio Demetrio Ara. Ma è l’anno 1877 quello dei grandi cambiamenti sia dal punto di vista del giornale, sia da quello della città. Se, infatti, nella prima uscita del 1871 si sottolineava il divieto delle inserzioni pubblicitarie all’interno de La Sesia, dopo pochi anni la politica cambia. Una delle quattro pagine che compongono il giornale viene destinata esclusivamente alle pubblicità. Si tratta di un’inversione di tendenza epocale che dimostra come le attività cittadine (e non solo) comprendano fin da subito come La Sesia possa essere radicata sul territorio e quindi di utilizzarla come mezzo comunicativo. L’altro aspetto riguarda il risalto che viene dato al carnevale: se nel 1876 la manifestazione si chiude con molte polemiche per la scarsa partecipazione dei vercellesi, dall’anno successivo la musica cambia, anche grazie al grande rilievo che La Sesia dà all’evento: tante le persone festanti per le strade entusiaste di poter trascorrere una giornata gioiosa: “Lo dicono gli applausi che salutavano le eleganti mascherate, lo dice la gaiezza, il brio, la vivacità con cui la città intera prese parte a tutti i divertimenti ordinati, con sentimento intimo di soddisfazione e di compiacimento: è stata una festa riuscita, non turbata da nessun malumore”. Non mancano, però, le polemiche tra La Sesia e il Vessillo, l’altro giornale cittadino: quest’ultimo denomina il carnevale come “meschinità”, probabilmente per l’eccessivo divertimento troppo poco casto per l’epoca, ma di certo il riscontro della gente promuove ampiamente la manifestazione.

Il 23 marzo viene pubblicato un dato sconvolgente: oltre il 41% dei giovani vercellesi della leva militare del 1875 non sa leggere e scrivere. E il giornale non va giù leggero: “Quasi quasi saremmo tentati di stamparne qui i nomi, a perpetua vergogna loro e dei loro genitori!”. Imparagonabile il raffronto con il territorio biellese, dove solo il 5% è “illetterato”: in questo caso non piovono critiche sul Comune, poiché si sottolineano le risorse spese in materia di scuole pubbliche.

Nel 1877 La Sesia taglia un traguardo importante: a soli sei anni dalla nascita del giornale la tiratura arriva a 2.000 copie. Nell’arco di così poco tempo inizia quindi a diventare sempre più radicata nel territorio. Gli altri giornali cittadini, come il rivale Vessillo, rimangono staccati: dopo un attacco polemico, insensato e diffamatorio da parte dell’antagonista alla redazione nata nel 1871, La Sesia decide di rispondere in maniera ironica e provocatoria dicendo che la differenza di copie vendute tra i due giornali è solamente di uno zero, facendo riferimento alle circa 200 “tirate” dal Vessillo.

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