cerca

L'altro... "25 APRILE"

Staccati e fatti sparire gli striscioni "partigiani" degli studenti

Vercelli: "Dopo un intero pomeriggio trascorso a prepararli, siamo andati ad appenderli. Dopo mezz'ora siamo ripassati e quelli del Liceo Scientifico e di Scienze Umane erano già spariti"

Sono stati staccati e fatti sparire, a Vercelli, la sera di venerdì 24 aprile, gli striscioni preparati ed affissi in alcuni punti della città davanti a diversi istituti scolastici, a poche ore dalle celebrazioni della ricorrenza della Liberazione d’Italia. La grande amarezza per i fatti accaduti emerge nettamente dalle parole del Collettivo dei giovani che avevano preparato questa forma di dimostrazione identitaria: «Il collettivo è nato qualche settimana fa dal bisogno di alcuni studenti di avere una comunità propria, attiva e gestita dagli stessi, dove poter parlare, svolgere attività e soprattutto essere ascoltati. Sono state organizzate due assemblee nelle quali abbiamo coinvolto complessivamente 45 ragazzi provenienti da tutte le scuole, entrati poi a far parte del collettivo: un numero significativo per una città piccola come Vercelli. Ci siamo subito attivati per organizzare il 25 Aprile e altri eventi futuri e abbiamo deciso di realizzare tramite gli studenti striscioni da esporre davanti a ogni scuola: in totale 8 scuole su 10. La sera del 24 aprile, dopo un intero pomeriggio trascorso a prepararli, siamo andati ad appendere gli striscioni. Dopo circa 30 minuti siamo ripassati e quelli del Liceo Scientifico e di Scienze Umane erano già spariti. Non sappiamo chi sia stato, ma sugli striscioni non c’era scritto nulla di particolare: solo “- nome della scuola - è partigiana”, come si può vedere anche dalle fotografie. Non si trattava quindi di un messaggio politicamente schierato, ma di un’iniziativa in onore del 25 Aprile. Ci sentiamo profondamente delusi e censurati. Siamo un gruppo di ragazzi che sta cercando di risvegliare una città ormai spenta per la nostra generazione. Vogliamo ricreare ciò che i telefoni, il Covid e molti altri fattori hanno distrutto: la socialità. Ci chiediamo se sia davvero così importante, per qualcuno, rimuovere degli striscioni realizzati da ragazzi per la propria scuola. Siamo molto arrabbiati e ci siamo rimasti male. Per questo rivolgiamo un appello a chiunque legga: non distruggete la forza e l’energia dei giovani, soprattutto quando stanno rinascendo dopo tanto tempo. Non fatevi spaventare, piuttosto sosteneteci».

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500