CELEBRATI i 50 anni
di Robertina Giardina
27 Aprile 2026 12:25
«La radio non chiede attenzione, la radio fa compagnia. Ci sono voci che entrano piano, si siedono accanto e restano lì finché serve. Raccontano di persone, le giornate normali, le notti lunghe, i silenzi tra una parola e l'altra. Ad un certo punto quella voce ha avuto un nome: Radio Azzurra Novara. Non era solo una frequenza, era un appuntamento, non per tutti, ma per te. Col tempo le cose cambiano, cambiano i modi, cambiano i mezzi, cambiano le abitudini. Ma non tutto quello che cambia smette di esistere. Ci sono voci che attraversano il tempo, si trasformano, si spostano e restano riconoscibili, perché non sono fatte solo di suoni. E quella voce è sempre qui». Con queste riflessioni, pronunciate da Carlotta Ponzio, si è aperta la serata celebrativa per i cinquant’anni di Radio Azzurra FM, andata in scena venerdì 24 aprile nella cornice del Teatro Coccia. Un incipit evocativo che ha dato il senso della memoria di un settore, quello radiofonico, che ha attraversato le nostre vite. A condurre la serata Fabrizio Poli e Flavio Pavia, storici speaker dell’emittente, che nel ruolo di presentatori hanno saputo coinvolgere il pubblico, mantenendo un filo diretto con la platea. La serata si è sviluppata attraverso diversi momenti in cui il racconto della storia della radio si è intrecciato con la musica proposta, le testimonianze e i richiami a passaggi significativi della storia del Paese. Sul palco, a rievocare le atmosfere degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, l’esibizione di Simona Pregnolato, accompagnata dalla “4 Dance” del batterista Fabio Chirico. Spazio anche a Dolcevita Noorè, che ha proposto alcuni brani del suo repertorio. A completare la parte musicale, il contributo di Moira Lavè, che attraverso una selezione di brani ha ripercorso alcune sonorità dagli anni Ottanta fino a oggi. Nel suo intervento, Carlotta Ponzio, figlia del fondatore Ugo Ponzio, ha ripercorso le tappe della storia dell’emittente, soffermandosi anche sulle difficoltà legate a una normativa allora in evoluzione. Tra gli episodi ricordati, lo stop imposto dal pretore di Novara: «Portarono via tutto, smontarono anche l’antenna, la polizia postale lasciò solo un cavo». Un momento critico che non ha però interrotto il percorso della radio, proseguito dopo il dissequestro delle attrezzature. Nella parte conclusiva è intervenuto Ugo Ponzio, che ha voluto ringraziare pubblico e collaboratori: «Senza il vostro sostegno tutto questo non esisterebbe». Sul palco anche il presidente dell’Hockey Azzurra, Roberto Scacchetti, che ha consegnato al fondatore una maglietta celebrativa con la scritta “Scintilla Ponzio” sopra il numero 50. Gran finale con la salita sul palco dell’intero staff dell’emittente. Tra i presenti anche il sindaco Alessandro Canelli, che ha consegnato a Ugo Ponzio una pergamena del Comune di Novara, accompagnata da un messaggio: «Cinquant’anni sono tanti e questo è stato possibile soprattutto a Ugo, supportato dalla sua famiglia, la moglie Angela, i figli Luca e Carlotta, e da tutti i suoi collaboratori. Questa radio ha saputo donare emozioni, racconti e musica. L’augurio è di proseguire su questa strada per molti anni ancora». Un pensiero - quello del sindaco - che richiama la narrazione di Carlotta Ponzio e ne rafforza il significato, restituendo al pubblico l’idea di una continuità che attraversa il tempo: “Non era solo una frequenza, era un appuntamento, non per tutti, ma per te. Col tempo le cose cambiano, cambiano i modi, cambiano i mezzi, cambiano le abitudini. Ma non tutto quello che cambia smette di esistere. Ci sono voci che attraversano il tempo, si trasformano, si spostano e restano riconoscibili, perché non sono fatte solo di suoni. E quella voce è sempre qui».
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