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81° anniversario della Festa della Liberazione

I discorsi delle autorità religiose, politiche e civili

Il 25 aprile a Vercelli è stato denso di significato

“Il 25 Aprile è il giorno in cui la nostra Italia si è finalmente rialzata. È il giorno in cui un popolo oppresso ha ritrovato sé stesso, la propria dignità e la propria voce. È il giorno in cui la Libertà ha cessato di essere l’idea lontana, il privilegio negato per oltre vent’anni, per diventare la conquista concreta. Guai a considerarla definitiva, questa libertà. Guai a pensare che si conservi da sola: essa vive solo se viene difesa e rinnovata. In quel passaggio decisivo della nostra Storia, l’Italia non si limitò a liberarsi dal giogo. Compì la scelta. Scelse la democrazia contro la brutalità, lo Stato di diritto contro l’arbitrio, la responsabilità contro la paura di manganelli, olio di ricino e confino”, sono le parole del sindaco Roberto Scheda in occasione dell’81° anniversario della Festa della Liberazione.
“Celebrare il 25 aprile significa, - ha dichiarato il prefetto Lucio Parente - rendere memoria a una delle pagine più alte della nostra storia nazionale: la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, esito di una lotta dura che ha restituito al nostro paese libertà, dignità e democrazia. E’ una memoria che non si esaurisce nel ricordo, ma che deve richiamarci ogni giorno alla responsabilità di salvaguardare e rendere concreti i valori su cui si fonda la nostra convivenza civile, raggiunta dopo anni sanguinosi di guerra e di oppressione e al termine della lotta di liberazione. Anche il territorio della provincia di Vercelli ha offerto un contributo rilevante e determinante nella lotta di liberazione dal nazifascismo.”
L’omelia di monsignore Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli ha toccato alcuni punti che mettono in luce i valori della Costituzione e alcuni valori che scaturiscono dal Vangelo. “La Costituzione è stato il frutto di una ricerca tra persone che erano anche molto diverse, per mentalità, ideologie, fede e appartenenza partitica; ma tutti hanno cercato insieme una verità che potesse illuminare una vera convivenza pacifica.”
E’ necessario essere “Sentinelle del bene” – ha proseguito l’arcivescovo- di ciò che è buono e giusto, per diventare poi seminatori di speranza di futuro cercando di diffondere quei valori che abbiamo riconosciuto come fondamentali per una società davvero pacifica e rispettosa che includa anche gli ultimi, i più deboli e i più fragili.”
Infine lo sguardo si è allargato allo scenario internazionale, nelle parole del presidente della Provincia Davide Gilardino è necessario che cessino i conflitti in atto “Il 25 aprile è la festa di tutti, degli italiani che si sono battuti e dei popoli alleati che ci hanno aiutato a liberarci da nazismo e fascismo. Per questo oggi tutti insieme dobbiamo condannare l’invasione russa e continuare ad aiutare il popolo ucraino a difendersi senza però interrompere i legami diplomatici con i due paesi, per giungere a una indispensabile pace nel minor tempo possibile. Così come dobbiamo chiedere ai nostri storici alleati americani e israeliani di fermare la guerra in Medio Oriente.”

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