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VERCELLI - raccolta fondi

Restauriamo insieme la chiesa della Regina Pacis

Dopo il crollo parziale del tetto avvenuto tre anni fa, adesso il sogno è celebrare all'interno rinnovato la Messa di Natale

Restauriamo insieme la chiesa della Regina Pacis

La chiesa della Regina Pacis di Vercelli svuotata di tutti i suoi arredi sacri per lasciare spazio ai lunghi lavori

Vercelli affonda le radici in una storia antica che attraversa i secoli e ne plasma ancora oggi l’identità. Già in epoca romana, quando era conosciuta come Vercellae, rappresentava un nodo strategico nella Pianura Padana: crocevia di commerci ed eserciti, oltre che centro religioso e culturale, con chiese e monasteri che raccontano una tradizione intrisa di fede e resilienza. Questa eredità vive nel presente, in una città che continua a essere animata da parrocchie e realtà impegnate nel sociale, capaci di rispondere ai bisogni delle persone e di contribuire concretamente al welfare locale.

Tra queste, la Regina Pacis occupa un posto particolare. La Comunità Pastorale Vercelli Ovest comprende le tre parrocchie Regina Pacis, Beata Vergine di Lourdes (Concordia) e San Desiderio (Sali V.se) e le due chiese San Clemente (Montonero) e Madonna del Cammino (Cascine di Strà). Qui il parroco, don Mauro Rizzi, guida delle realtà che, fin dal primo incontro, colpiscono profondamente. Il Piemonte è una terra segnata dall’intuizione straordinaria di San Giovanni Bosco, che nel suo sogno mistico comprese la necessità di dedicarsi ai giovani, dando vita agli oratori come luoghi di accoglienza, crescita e speranza. Ed è proprio questo spirito che si respira alla Regina Pacis e alla Beata Vergine di Lourdes, ora chiamate Oratori Riuniti: tanti ragazzi, attività quotidiane, doposcuola, centri estivi, occasioni di incontro che diventano alternative concrete alla solitudine e alle difficoltà della strada. Lo sport, così come la ricreazione, rappresenta uno dei linguaggi più forti e inclusivi, capace di unire ed educare.

(don Mauro Rizzi)

Al centro di tutto rimane la fede, cuore pulsante della comunità, che qui trova la sua espressione più autentica, radicata nel mistero della Pasqua, nella morte e risurrezione di Cristo come segno di salvezza e rinascita. Attorno a questo nucleo si sviluppa una realtà capace di accogliere giovani provenienti da ogni parte del mondo. Molte famiglie hanno trovato in Italia una seconda possibilità e i loro figli, anche appartenenti a religioni diverse, frequentano la parrocchia condividendo spazi, esperienze e valori. Don Mauro, insieme ai suoi collaboratori, tutti instancabili, porta avanti ogni giorno un lavoro prezioso, offrendo a questi ragazzi un punto di riferimento solido, una guida, una presenza costante. La Regina Pacis è diventata così un luogo fondamentale per la città: un presidio educativo e umano che contribuisce alla formazione delle nuove generazioni. Non mancano però le difficoltà. La chiesa, con oltre cento anni di storia, è stata colpita tre anni fa dal crollo di una parte del soffitto, costringendo a interrompere le celebrazioni. Le Messe e i Sacramenti sono stati trasferiti nel salone dell’oratorio, che è diventato non solo uno spazio di aggregazione giovanile, ma anche un luogo sacro, senza che venisse meno lo spirito della comunità. Quest’anno sono iniziati i lavori di ristrutturazione, fatti di sacrifici ma sostenuti dalla speranza che il sogno possa diventare realtà: riuscirci tutti insieme, con impegno e… con l’aiuto della Divina Provvidenza. I lavori sono così proseguiti gradualmente, restituendo poco a poco alla chiesa della Regina Pacis forma e significato. Tutto questo ha comportato costi importanti, che non sono ancora stati completamente sostenuti.

Nonostante il contributo fondamentale della CEI e della Curia di Vercelli, le risorse attualmente disponibili non sono sufficienti a coprire tutte le fasi cruciali che porteranno al completamento del restauro. Per questo diventa essenziale il contributo, soprattutto economico, di tutti: dei vercellesi e di chiunque desideri sostenere questa realtà. Ognuno può fare la propria parte, anche con una donazione modesta ma ricca di valore simbolico, segno concreto di partecipazione al recupero della chiesa.

Il sogno è celebrare la Messa di Natale nella chiesa restaurata
Accanto a don Mauro, l’impegno è quello di aprire i cuori e far comprendere quanto sia prezioso mantenere vivo questo luogo. L’obiettivo è chiaro: restituire alla comunità la sua chiesa rinnovata e arrivare al Natale con la possibilità di celebrare nuovamente insieme la Santa Messa in uno spazio restituito alla sua originaria bellezza e che ci si augura possa durare per secoli visto l’utilizzo di materiali e tecniche all’avanguardia. È una speranza forte e condivisa, che parla di fede ma anche di comunità, responsabilità e futuro. Ora più che mai servono donne e uomini di buona volontà e lungimiranti, perché la comunità ha bisogno della sua chiesa e i ragazzi del loro oratorio. Quell’oratorio che oggi, come raccontato, è divenuto anche luogo di preghiera e raccoglimento, nell’attesa che le porte della Regina Pacis si riaprano, mostrando tutta la sua rinnovata bellezza artistica, capace di accompagnare lo sguardo e il cuore fino all’altare. Alla Regina Pacis abbiamo incontrato il parroco don Mauro Rizzi: «Vogliamo lasciare questa chiesa alle nuove generazioni rinnovata anche nella sua struttura. Inoltre, la Regina Pacis in questo momento va invocata più che mai perché liberi l’umanità dalle guerre e restituisca la pace ali popoli».

E i tempi d’oggi sembrano ripercorrere in un certo verso quelli di un secolo fa: infatti la chiesa della Regina Pacis nacque durante la Prima Guerra Mondiale proprio per chiedere alla Madonna la fine del conflitto, ed a volerla fortemente fu don Lorenzo Rossi. Il primo santuario dedicato alla Regina Pacis fu una modestissima capanna di legno costruita nel 1916 e benedetta il 25 novembre 1917 dall’arcivescovo Mons. Giovanni Gamberoni. In seguito don Lorenzo Rossi, devoto alla Madonna, realizzò la sua opera in trent’anni di lavoro, di lotta, di fatiche: in sostituzione della primitiva cappella di legno, a cinque anni di distanza gli fu possibile iniziare i lavori in muratura (29 dicembre 1922) e l’anno seguente (23 dicembre 1923) celebrare la prima Messa nell’edificio ancora in costruzione, mancante di pavimento, volta e parte del tetto, che verrà completato (con l’intervento di mons. Giovanni Piletta, parroco della chiesa del SS. Salvatore, da cui dipendeva il territorio e la nuova chiesa) negli anni successivi a più riprese in ragione delle esigue finanze disponibili.

IL CODICE IBAN PER LE DONAZIONI
Fondazione La Sesia ETS scende in campo accanto alla parrocchia e invita la comunità a partecipare concretamente, rendendo disponibile un IBAN per la raccolta di donazioni intestato a:
Parrocchia Regina Pacis Vercelli
IT86D0503410000000000009598

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