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Vercelli

Il Medioevo che vive: arti e mestieri a Vercellae Hospitales

La manifestazione prosegue anche oggi, domenica 19 aprile

“Vercellae Hospitales” si conferma un evento capace di coniugare divulgazione storica e ricostruzione materiale, offrendo al pubblico una chiave di lettura concreta dell’economia e della società medievale. Non una semplice rievocazione, ma un percorso immersivo che mostra le logiche produttive del passato. Come si garantiva la produzione dei beni essenziali, come si rispondeva ai bisogni primari e, al tempo stesso, come nascevano i prodotti non indispensabili ma simbolicamente rilevanti per la vita quotidiana?

Nel chiostro della Basilica di Sant’Andrea, la “Compagnia del Sole e dell’Acciaio” ha allestito una mostra di arti e mestieri che restituisce la complessità del mondo medievale. Le postazioni, presidiate da figuranti in abiti monastici, ricordano il ruolo centrale del clero nella trasmissione delle competenze tecniche e scientifiche. Il frate erborista accoglie i visitatori illustrando l’uso delle piante officinali nella cura delle malattie. Accanto a queste attività emergono le botteghe dei “mastri” laici, dove strumenti all’apparenza enigmatici — come la combinazione di rasoi e ferri chirurgici — restituiscono la figura del barbiere-cerusico, figura ibrida tra artigianato e medicina. Il percorso prosegue verso il salone Dugentesco, tra falegnami, fabbri e filatori, che mostrano tecniche essenziali ma efficaci nella lavorazione del legno, del metallo e dei tessuti, mentre altre figure femminili spiegano i procedimenti per la preparazione dei pigmenti e la produzione dei colori destinati ai diversi materiali. Ne emerge un quadro di economia artigianale, fondata su saperi tramandati e sull’adattamento continuo alle risorse disponibili

Particolare rilievo assume anche la produzione delle candele, elemento energetico fondamentale in un’epoca priva di illuminazione artificiale: la cera, allora bene prezioso, scandiva i ritmi della vita quotidiana e del lavoro.

“Vercellae Hospitales” si impone così come un laboratorio di memoria storica, in cui il medioevo non viene semplificato, ma restituito nella sua densità produttiva, sociale e culturale. Nella fotogallery possiamo ammirare i manufatti e gli strumenti utilizzati nel medioevo.

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