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Vercellae hospitales

Dentro le ‘Stanze francescane’: un viaggio tra fede, arte e scuola

Una mostra nella Galleria dei Benefattori

Dentro le ‘Stanze francescane’: un viaggio tra fede, arte e scuola

Vercellae hospitales dedica una sezione specifica al progetto “Stanze francescane”. Si tratta di una mostra, situata nella Galleria dei benefattori, inaugurata alla presenza del sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, del dirigente dell’UST, Alessio Ciardi, e dell’arcivescovo di Vercelli, Monsignor Marco Arnolfo, e Piergiorgio Fossale, vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli.

Il progetto è stato curato da Carla Barale e Giovanni Garlanda dall’Ufficio Scuola dell’arcidiocesi cittadina, con la collaborazione delle scuole vercellesi e di alcuni loro allievi, coordinati dei docenti di religione cattolica e di altre discipline. 

Abbiamo chiesto alla professoressa Carla Barale di illustrare alcune particolarità di questo progetto: 

Quale posto ha l’esposizione dei lavori del progetto STANZE FRANCESCANE nell’ambito della manifestazione “Vercellae Hospitales”?

La mostra si inserisce bene nella Vercellae Hospitales, essendo quest’ultima dedicata al mondo medievale e quest’anno in particolare essendo intitolata a San Francesco, in occasione della celebrazione dell’ottavo centenario della sua morte. Il progetto STANZE FRANCESCANE, proposto dall’Ufficio Scuola dell’arcidiocesi di Vercelli a tutte le scuole di Vercelli e del Vercellese tramite i docenti di religione cattolica, ha voluto ricostruire la biografia di uno dei grandi protagonisti della storia medievale, attraverso i momenti fondamentali della sua biografia, denominati “stanze”, a partire dal contesto storico-sociale del suo tempo (il secolo XIII), per proseguire poi con l’incontro con il lebbroso e con il crocifisso di San Damiano, che cambiarono la sua vita e lo portarono alle scelte radicali della povertà e dell’amore fraterno verso tutte le creature (le stanze del lupo di Gubbio, della predica agli uccelli, del Cantico), per concludersi con l’invenzione del presepe a Greccio e la visita al Saladino. Si tratta quindi di un percorso coerente con la manifestazione, sia sul piano storico sia sul piano culturale.

Sono passati 800 anni dalla vicenda di San Francesco: Cosa può dire ai giovani oggi? Perché proporla a scuola e perché attraverso i docenti di religione cattolica?

San Francesco è una figura centrale della storia della Chiesa cattolica e, poiché il cattolicesimo è componente costitutiva del patrimonio culturale del nostro paese, è doveroso che nell’ambito dell’insegnamento della religione cattolica i bambini e i ragazzi abbiano l’opportunità di conoscerlo e di approfondire la sua vicenda umana e religiosa, indipendentemente dalle convinzioni personali di fede. Va comunque sottolineato che al progetto hanno lavorato anche molti studenti non avvalentisi e hanno collaborato molti docenti di discipline diverse dalla religione cattolica. Del resto, basta citare l’importanza del Cantico delle creature nella storia della letteratura italiana oppure il valore artistico straordinario del ciclo di affreschi di Giotto ad Assisi. Inoltre, il progetto ha permesso di approfondire il messaggio francescano, che, attraverso la sua proposta di pace, fratellanza universale, solidarietà verso gli ultimi, rispetto del creato, parla alla coscienza individuale (non solo religiosa), indicando i valori fondativi per la formazione della persona e della comunità umana nel suo insieme, soprattutto nel nostro tempo tanto travagliato e complesso. Il percorso espositivo che raccoglie tutti i lavori delle scuole lo dimostra con grande evidenza. Anche la finalità benefica del progetto (alcuni piccoli oggetti realizzati dalle scuole sono messi a disposizione in cambio di una libera offerta; il ricavato sarà devoluto alla mensa per i poveri dei Frati Minori del Piemonte) ha una prospettiva umanitaria e universale, di grande valore educativo.

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