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Lipedema: conoscerlo per curarlo

All'Istituto Salus di Vercelli si è tenuta una serata informativa

“Mi sento in colpa per un corpo che non riesco a controllare, come se fosse colpa mia”, “Vorrei solo che qualcuno mi dicesse: non te lo stai inventando, c’è una spiegazione”, “Le mie gambe fanno male anche solo a sfiorarle, sono piene di lividi, ma quando lo spiego sembra che esageri”. Sono queste alcune frasi ricorrenti che spiegano lo stato d’animo di chi soffre di lipedema. Venerdì 27 marzo, presso l’Istituto Salus di Vercelli, si è tenuta una serata di informazione e sensibilizzazione su una patologia ancora poco conosciuta ma sempre più diffusa. L’incontro dal titolo “Lipedema: Approccio Integrato”, si è confermato un momento divulgativo prezioso rivolto a pazienti, operatori e cittadini interessati ad approfondire una malattia spesso confusa con problematiche estetiche o con l’obesità, ma che in realtà è una patologia cronica e progressiva del tessuto adiposo.
Nel corso della serata i professionisti del team Salus hanno spiegato come il lipedema colpisca prevalentemente le donne e si manifesti con un accumulo anomalo e simmetrico di tessuto adiposo, soprattutto a livello di gambe e, in alcuni casi, delle braccia, risparmiando mani e piedi, elemento che lo distingue da altre patologie come il linfedema.
Uno degli aspetti più importanti emersi riguarda la diagnosi, che è principalmente clinica e deve essere effettuata da personale medico formato ed esperto, attraverso anamnesi, esame fisico ed esclusione di altre patologie. Fondamentale, è stato sottolineato, è arrivare a una diagnosi precoce, poiché il lipedema tende a peggiorare nel tempo se non trattato adeguatamente.
La serata ha posto l’attenzione soprattutto sull’importanza di un approccio integrato e multidisciplinare. Il trattamento, infatti, non può basarsi su una sola terapia, ma su più pilastri: drenaggio linfatico manuale, elastocompressione, attività fisica adattata e nutrizione, elementi che devono lavorare insieme per ottenere risultati concreti e duraturi.
Spazio è stato dedicato anche all’aspetto psicologico della patologia, spesso accompagnata da dolore, senso di frustrazione e difficoltà relazionali, motivo per cui la presa in carico del paziente deve essere completa e coinvolgere diverse figure professionali, in un lavoro di squadra che metta al centro la persona.
L’obiettivo dell’incontro era quello di fare informazione corretta e creare consapevolezza, perché conoscere il lipedema significa poterlo riconoscere e affrontare con gli strumenti adeguati. Un messaggio chiaro emerso dalla serata: il lipedema non è un inestetismo, ma una patologia che richiede competenze specifiche e un percorso di cura strutturato
Durante la serata sono intervenuti la Dottoressa Ceruti Rossella, Mft Corbano Daniele, Mcb Tamburelli Fabiola, Dottoressa Bosio Marta, Dottoressa Bettegazzi Cristina e TDR Simona Arro', sotto la Direzione medica della Dottoressa Giardini Denisa.

Venerdì 22 maggio si terrà una seconda serata di approfondimento con gli esperti.

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