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81° anniversario

Vercelli commemora i partigiani fucilati al Poligono: cerimonia al rione Isola

Sono stati ricordati Renzo Dreussi “Baracca”, Alcide Cassetta “Vento” e Clito Mosca “Bomba”

«Oggi ricordiamo coscienze, non numeri. La loro coscienza è stata più forte della violenza che li circondava». Con queste parole il sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, ha aperto la cerimonia di commemorazione dell’anniversario della fucilazione dei partigiani Renzo Dreussi “Baracca”, Alcide Cassetta “Vento” e Clito Mosca “Bomba”, avvenuta per mano fascista il 27 febbraio 1945 presso il Poligono di tiro del rione Isola. Un ricordo esteso anche ad Alfonso Visentin “Passatore”, caduto nello stesso luogo nel novembre 1944: i loro nomi restano scolpiti in una lapide sul muro esterno della palazzina di pertinenza del Tiro a segno. 

La cerimonia, organizzata dall'Anpi Vercelli, si è tenuta domenica 1° marzo ed è stata introdotta dal presidente Giacomo Ferrari. Ha visto una partecipazione sentita davanti a un luogo che il sindaco ha definito un simbolo di dignità: «Non ricordiamo per dividere, ma per riaffermare che la libertà è una conquista. A questi giovani dobbiamo il rispetto delle istituzioni repubblicane e dei valori costituzionali nati dal loro sacrificio».

Il sindaco ha poi rivolto un plauso a Graziano Aniceto, che all’epoca dell’eccidio era un bambino e che da anni cura l’area del memoriale con dedizione.

Alla cerimonia era presente Francesca Altomare in rappresentanza della Prefettura, mentre l’orazione ufficiale è stata affidata a Carla Gagliardini, vicepresidente dell’Anpi Provinciale di Alessandria, che ha offerto un'analisi sul legame tra Resistenza e attualità.

Gagliardini ha rievocato i dettagli drammatici della morte dei tre giovani, ricordando come, secondo le cronache processuali, persino il plotone d’esecuzione si fosse rifiutato di sparare alla schiena dei partigiani; una disobbedienza che costrinse i gerarchi dell'Ufficio politico, nella persona di Gerolamo Pasqua di Bisceglie — poi condannato dalla Corte straordinaria di Assise di Biella alla stessa morte il 27 ottobre 1945 — a procedere.

Ma il cuore del suo intervento si è spostato sulle minacce alla partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica: «La democrazia non è un dato acquisito una volta per sempre — ha spiegato l'oratrice —, è una realtà che vive solo se la si difende e la si realizza ogni giorno». Gagliardini ha messo in guardia contro l'individualismo e lo sfilacciamento del rapporto tra cittadino e politica, indicandoli come il terreno fertile per populismi e autoritarismi.

«I partigiani ci hanno insegnato che non si può scrivere il futuro senza partecipare attivamente alla sua costruzione. La nostra Costituzione è nata proprio per contrastare quel modello di potere verticale che oggi sembra riaffacciarsi sotto diverse forme». Al termine dell’allocuzione e della deposizione della corona, il presidente dell’Anpi Vercelli, Giacomo Ferrari, ha chiuso la mattinata con un auspicio rivolto ai popoli oppressi dai conflitti internazionali che dominano lo scenario geopolitico attuale: «Il primo regalo dei partigiani è stata la capacità di autodeterminarsi. Auguriamo a tutti i popoli che oggi soffrono a causa della guerra di poter conquistare quella stessa libertà che la Resistenza ha donato all'Italia».

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