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VERCELLI

Tutti i numeri e le difficoltà del carcere nel 2025

Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento

Casa circondariale Billiemme

La casa circondariale di Billiemme

La relazione 2025 del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà di Vercelli, Pietro Luca Oddo, restituisce una fotografia nitida della Casa Circondariale di Billiemme. Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento che, tuttavia, non riescono ancora a compensare il peso del sovraffollamento e della carenza di personale. Nel 2025 sono stati effettuati interventi significativi: il rifacimento di coperture e infissi in alcune sezioni, la ristrutturazione del secondo piano destinato al trattamento intensificato, l’avvio dell’adeguamento dell’impianto elettrico e l’allacciamento alla rete fognaria pubblica. Segnali positivi che dimostrano attenzione e investimento. Numerose, però, le problematiche ancora irrisolte: il terzo e il quarto piano attendono interventi strutturali, l’impianto di riscaldamento è insufficiente e tutte le celle sono prive di docce e di acqua calda, tranne qualche "camerone" al quinto piano. Persistono infiltrazioni, muffe e scarichi malfunzionanti, mentre l’area amministrativa è numericamente sottodimensionata. Manca anche una sezione dedicata ai detenuti ammessi al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario. Solo una dozzina di persone, su oltre 300 presenti mediamente, ha potuto svolgere lavoro esterno nel corso dell’anno. Tra i punti di forza della casa circondariale ci sono l’attività e gli sforzi che la dottoressa Valeria Climaco, Capo Area Educativa, porta avanti quotidianamente.

Il sovraffollamento del carcere
• Capienza effettiva: 215 posti, ma i detenuti ospitati sono circa 350 (di cui 33 donne) • Sovraffollamento: 159% (165% sezione femminile)
La struttura ospita dunque un numero di persone ben superiore alla propria capacità regolamentare. Un sovraffollamento che supera il 150% e che incide in maniera ancora più pesante sulla sezione femminile. Gli spazi, progettati oltre 40 anni fa, mostrano evidenti segni di degrado, con impianti superati e una manutenzione che negli anni non è riuscita a tenere il passo con le esigenze.
Il personale amministrativo
• 7 effettivi su 17 previsti
La carenza di personale amministrativo incide sulla gestione contabile e progettuale, con ripercussioni su pagamenti, rendicontazioni e sull’intero sistema delle attività trattamentali.
Le forze in campo: la Polizia Penitenziaria
• 166 agenti effettivi su 199 previsti
• Nucleo traduzioni: 6 effettivi su 18 previsti
La carenza di organico investe, come già ribadito in più occasioni dal sindacato di categoria, anche la Polizia Penitenziaria. Gli agenti operano in condizioni stressanti e con responsabilità che più volte hanno travalicato la semplice vigilanza, assumendo anche ruoli di mediazione e di supporto educativo.
L’esigenza dell’area educativa
• 1 educatore ogni 110 detenuti circa • 4 funzionari previsti, 2 presenti a dicembre 2025 • Segreteria tecnica assente
L’area trattamentale è uno dei nodi più critici del Billiemme. Il rapporto tra educatori e detenuti non è equilibrato. La mancanza della segreteria tecnica complica la programmazione e il monitoraggio dei percorsi individuali. Nonostante ciò, grazie al volontariato e agli enti formativi, sono stati attivati corsi artistici e culturali, percorsi di formazione professionale in cucina e giardinaggio, il progetto di genitorialità “Liberi Legami” e iniziative simboliche come la “Cena in Carcere”. La recidiva, attestata intorno al 70% e in linea con il dato nazionale, dimostra quanto sia urgente rafforzare percorsi rieducativi e di reinserimento sociale.
Punto cruciale: l’area sanitaria
• Spazi inadeguati e soggetti ad allagamenti • Traduzioni ospedaliere pari a circa un terzo di quelle richieste • Nuova area sanitaria finanziata, ma lavori previsti dal secondo semestre 2026
L’attuale area sanitaria presenta limiti strutturali evidenti, aggravati da allagamenti e spazi insufficienti. Le traduzioni verso l’ospedale sono inferiori alle reali necessità, con ripercussioni dirette sul diritto alla salute dei detenuti. È di questi giorni l’annuncio di un finanziamento straordinario per una nuova area sanitaria, con progetto approvato e lavori previsti nella seconda metà del 2026.
L’importanza del volontariato
Il volontariato rappresenta una colonna portante del sistema. Il suo ruolo è fondamentale, anche se spesso limitato da esigenze di sicurezza e carenze organizzative. La Casa circondariale ha la necessità di coinvolgere nuove energie, soprattutto giovani, e un passo in avanti è rappresentato dalla collaborazione in divenire con l’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro. Di rilevante importanza è anche il lavoro del Tavolo Carcere presso il C.T.V.
I lavori agricoli
• 2 ettari coltivati • Una decina di detenuti coinvolti nel 2025, con attività non accessibile alle donne
La lavorazione della terra rappresenta un’opportunità concreta di formazione e responsabilizzazione dei detenuti, grazie alla coltivazione di ortaggi e fiori, oltre all’apicoltura. Tuttavia, le persone coinvolte sono soltanto una decina su 350 e, anche in questo caso, l’attività non è accessibile alla sezione femminile.
La collaborazione con il Comune di Vercelli
• Protocollo per lavori di pubblica utilità • Solo 2 detenuti impiegati nel 2025
Il protocollo con il Comune per lavori remunerati e cantieri di pubblica utilità ha prodotto risultati limitati. Sono attive collaborazioni con la Biblioteca Civica.

Il quadro che emerge dall’analisi di questi numeri conferma che la situazione della Casa Circondariale di Vercelli riflette pienamente le criticità diffuse a livello nazionale. Gli interventi avviati nella struttura sono significativi ma ancora insufficienti. Le priorità sono molto chiare: riduzione del sovraffollamento, investimenti a favore delle strutture, rafforzamento dell’area educativa, potenziamento della formazione e delle attività lavorative interne ed esterne. Solo con il raggiungimento di questi traguardi potrà ritenersi effettiva la funzione rieducativa della pena e si potrà incidere su quel 70% di recidiva che oggi continua a rappresentare la sfida più grande.


Pietro Luca Oddo
Garante comunale dei detenuti

 

 

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