L'anniversario
di Robertino Giardina (testo e foto)
2 Marzo 2026 12:07
Nella splendida cornice del Salone Dugentesco, sabato 28 febbraio, si è tenuto il convegno dal titolo “Una strada lunga vent’anni” che ha avuto come obiettivo la divulgazione della storia dell’associazione che si è intrecciata nel tempo con quella dei pellegrinaggi e dello sviluppo delle strutture di supporto lungo la “Via Francigena”.” Tra queste l’hospitale “Sancti Eusebi” di Vercelli e l’attuale Ostello Amici della Via Francigena di Vercelli, gestito dall’associazione in Vicolo Alciati 4, nel centro storico di Vercelli.
“Il pellegrinaggio ricorda che la vita è un cammino: si parte, si cerca una direzione, si punta a una meta. Riscoprirne il valore aiuta a comprendere il senso dell’esistenza, al di là dell’appartenenza religiosa e del credo. Chi percorre la Via Francigena condivide fatiche e pensieri, cresce e matura una nuova consapevolezza. Per i cristiani, è importante il senso della memoria di chi si fa compagno di viaggio in queste occasioni, e di chi sta sempre vicino a noi come compagno nella nostra vita”: sono alcune riflessioni di monsignore Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli in apertura del convegno.
Il vice sindaco, Domenico Sabatino, accompagnato da Gianni Marino, vice presidente del Consiglio comunale, ha portato i saluti dell’amministrazione e del primo cittadino Roberto Scheda: “Sono sempre stato vicino agli Amici della via Francigena che ringrazio per il lavoro prezioso svolto in questi anni. Questo convegno è importante per celebrare i vent’anni dell’associazione ed è accompagnato da una mostra veramente notevole perché racconta la storia dell’associazione e l’impegno di ogni socio: un’esposizione che si intreccia con la storia cittadina e con quella dei paesi che la Via Francigena attraversa. Non possiamo dimenticare che il cammino che parte da Palestro e fino a San Germano è tenuto benissimo ed è interessante vedere tante persone che si impegnano per dare lustro al nostro territorio.”
“Oggi celebriamo il ventesimo anniversario di questo sodalizio”, così la presidente Amici della via Francigena di Vercelli, Graziella Ranghino, ha introdotto i lavori del convegno celebrativo dei vent’anni dell’associazione “Amici della Via Francigena”: “Questo traguardo raggiunto dopo anni di impegno e partecipazione viene oggi celebrato con un convegno attraverso il quale divulgheremo gli scopi associativi, ma servirà anche a far conoscere le nostre bellezze paesaggistiche. Per questo è stato prevista, insieme al convegno, una mostra e un concerto, domenica pomeriggio, a cura della Camerata ducale.”
E’ intervenuta Maria Rita Balossino della Rete europea degli Amici della Via Francigena che ne ha evidenziato il ruolo strategico, nell’evoluzione dei servizi offerti e nell’organizzazione dei viaggi intrapresi dai pellegrini. Tra i relatori erano presenti: Ambra Garancini presidente della “Rete dei cammini”, il Prof. Sergio Valzania e Dino Olivetta.
La soddisfazione della presidente Ambra Garancini è apparsa chiara fin dall’inizio. La “Rete dei cammini”, ha spiegato, genera crescita e consapevolezza: “L’impegno di ogni socio produce benefici personali, rafforza l’associazione e lascia un’eredità alle nuove generazioni. L’anniversario è stato l’occasione per celebrare 17 anni di attività e dare voce alle realtà che compongono la rete. Condividere un’idea comune di cammino significa tutelare questi percorsi come patrimonio collettivo, consolidare legami e trasformare l’esperienza individuale in un progetto comune, valorizzando identità e bellezze locali.”
Perché camminare? Qual è il significato profondo del ‘pellegrinaggio’? Sono solo alcune domande alle quali il Prof. Valzania ha risposto esaltando alcuni miti greci, chiamando in causa Ermes e Dionisio fino ad arrivare agli Dei dell’Olimpo. La religione è stata una categoria di lettura del ‘pellegrinaggio’: da Roma alla Mecca, passando per Gerusalemme, ogni ‘credo’ ha la sua città indicata come meta di un cammino. Ma il pellegrinaggio non è soltanto un rito religioso: il percorso, il cammino è un fatto mediatico, un’opera d’arte che si traccia in collaborazione con la natura. Il cammino è relazione, e chi cammina è collegato con gli altri; nel cammino non si perde tempo e non si conquista qualcosa.” In sintesi, per Valzania: è una pratica che apre lo sguardo sulla vita, stimola riflessione interiore, costruisce relazioni umane e offre nuove prospettive sul contemporaneo.
La conclusione del convegno è stata affidata a Dino Olivetta che ha tracciato la storia dell’associazione a Vercelli ricordando i ‘Cammini’ fatti insieme ai soci e in particolare ad alcune figure storiche, tra le quali Gianfranco Musso. Ma come nasce il sodalizio vercellese?
Dino spiega il tutto partendo dall’amicizia tra Gianfranco Musso e Pier Luigi Serra che iniziano il loro cammino nella prima esperienza fatta in terra di Spagna. Seguiranno altri pellegrinaggi che fortificheranno lo spirito per questo genere di attività, fino al cammino fatto da Roma a Siena. In questa occasione nasce un’idea: “Perché non fondiamo nella nostra città di Vercelli, che si trova sulla Via Francigena, un’associazione di pellegrini in grado di diffondere i valori dei pellegrinaggi a piedi fin dal Medioevo?” Detto, fatto! Il resto è memoria viva che si rinnova nei ricordi intensi riportati in questo convegno, con la certezza che le nuove generazioni sapranno raccogliere il testimone dei valori che l’associazione rappresenta.
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