circolo ricreativo
28 Febbraio 2026 14:47
Martedì 24 febbraio, presso il Circolo Ricreativo di Vercelli, si è svolta la serata conviviale del Rotary Club Vercelli che ha avuto come graditi ospiti la Dottoressa Silvia Foccin, Presidente della Società Storica Vercellese e Conservatrice del Museo del Duomo e alcuni rappresentanti della Società Storica Vercellese stessa. La serata, partecipata da numerosi soci e varie autorità Rotariane ha visto come gradita relatrice la Dottoressa Nadia Botalla Buscaglia che, introdotta dal Presidente del Rotary Club Vercelli Alberto Beccaro ha presentato un’interessante e ricca relazione sull’importanza del Parco della Bessa. La Dottoressa Nadia Botalla Buscaglia è attualmente Funzionaria presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. Ha conseguito la Laurea magistrale in Storia del Patrimonio Archeologico e Storico Artistico con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale con una tesi di laurea in archeologia medievale e quindi ha conseguito il Dottorato di ricerca in Archeologia e Antichità post classiche presso la Scuola di dottorato in Archeologia dell’Università di Roma “La Sapienza”. La Dottoressa Buscaglia ha intrattenuto i presenti illustrando le ricchezze archeologiche e geologiche rappresentate dalla Riserva Naturale Speciale della Bessa, situata a Cerrione in Provincia di Biella, alla base delle pendici meridionali delle Alpi Biellesi e della Serra Morenica di Ivrea, è stata istituita con la Legge Regionale n. 19 del 29 giugno 2009. La Bessa rappresenta un patrimonio scientifico e culturale di rilevanza internazionale per diversi aspetti, dal punto di vista geologico e geomorfologico e anche da quello archeologico, visto che è nota per essere stata una miniera d'oro a cielo aperto in epoca romana. A seguito di studi e scavi nell’area sono stati ritrovati reperti tra cui spiccano oggetti di abbigliamento come fibule in ferro e vasellame ceramico che tradiscono l’origine locale dei lavoranti (la zona, come pure l’ingresso della Valle d’Aosta, era abitata dai Salassi), accanto a prodotti di chiara provenienza romana, soprattutto lucerne e anfore da olio, sconosciute nel territorio prima dell’avvento romano. Gli oggetti in ferro delle capanne come le chiavi e dedicati al lavoro nella miniera a cielo aperto come i picconi, le incudini e masselli in piombo, testimoniano l’attività metallurgica locale. La Riserva Naturale Speciale della Bessa recentemente stata inserita nell'elenco ufficiale dei siti riconosciuti nel Catasto Regionale dei Geositi, istituito con una legge dedicata alla conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio geologico regionale: dal 2026 è riconosciuta a livello internazionale. Il parco è uno dei siti più singolari d'Italia per le sue caratteristiche geologiche, archeologiche e naturalistiche. Si è formata oltre un milione di anni fa attraverso processi di erosione e risedimentazione dei materiali morenici trasportati dai ghiacciai valdostani durante le grandi glaciazioni del Quaternario; a questo si sono sovrapposte le attività dell’uomo che, per raggiungere le sabbie aurifere, ha spostato e accumulato le pietre piu’ grandi, plasmando cosi’ l'inconfondibile paesaggio di cumuli di ciottoli e massi erratici. La Bessa è unica nel panorama italiano ed è studiata per comprendere meglio le miniere spagnole, come quella di Las Medulas, comparse in epoca successiva. Una relazione avvincente svolta su un’area vicina a Vercelli, di grande interesse ma poco conosciuta, che ha interessato i soci del Rotary Vercelli che al termine della relazione hanno rivolto numerose domande alla relatrice.
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