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"No liste no bersagli"

Vercelli, il video: flash mob in difesa del diritto alla cura per Gaza

La manifestazione si è svolta davanti all'ospedale Sant'Andrea

"No liste no bersagli": flash mob per Gaza davanti all'ospedale Sant'Andrea

“Il 29 gennaio 2026 le Forze di Difesa Israeliane hanno riconosciuto come attendibili i dati del Ministero della Salute di Gaza che erano stati sistematicamente screditati per più di 2 anni: oltre 71.000 palestinesi, di cui 20.000 bambini, sono stati uccisi da ottobre 23. Oltre l’80% delle vittime sono civili, le più alte percentuali mai documentate in un singolo contesto di violenza organizzata.” Sono solo alcuni dati contenuti nell’appello a firmare e diffondere la petizione: "No liste, no bersagli Solidarietà e cura non sono reato ".

Le reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza hanno lanciato per giovedì 26 febbraio, davanti alle strutture ospedaliere e sanitarie di tutto il paese il flash mob "No liste no bersagli. Solidarietà e cura non sono reato", a sostegno del popolo palestinese e in difesa del diritto alla cura!

Insieme per Gaza Vercelli ha aderito all’iniziativa con un flash mob che si è tenuto giovedì 26 febbraio davanti all’ospedale di Vercelli. Nel nostro video a corredo di questo articolo  la sintesi del significato della manifestazione nelle parole di Paola Lamberti.

Ma quali sono le motivazioni di questa iniziativa?

I promotori scrivono che: “Insieme ad altre 15 organizzazioni italiane e europee, che si occupano di salute, diritti e pace, abbiamo lanciato la petizione “No liste, no bersagli” per opporci all’inaccettabile decisione di Israele di bandire da Gaza 37 Ong che si rifiutano di consegnare i nomi del proprio personale palestinese e per manifestare, come personale sanitario e come cittadini, tutto il nostro dissenso nei confronti di questa azione del governo israeliano.”

Inoltre: “Oltre che contro il bando di Israele alle Ong, la manifestazione del 26 febbraio ci mobilita contro il ddl antisemitismo e il decreto sicurezza che minacciano, anche nel nostro Paese, il diritto alla cura e la libertà di espressione e criminalizzano il personale sanitario, come mostrano anche i recenti fatti di Ravenna.”

Quali sono gli enti promotori?

 Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Medicina Democratica, SPIGC – Società Polispecialistica Italiana Giovani Chirurghi, EPHA – European Public Health Alliance, ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, G2H2 – Geneva Global Health Hub, SID – Society for International Devolopment, People’s Health Movement Europe.

 Cosa chiedono gli Enti promotori?

  •  chiedere il ritiro del bando di Israele alle 37 Ong che si rifiutano di consegnare i nomi del personale palestinese. Consegnare quelle liste significherebbe consegnare all'esercito israeliano un elenco di possibili bersagli;
  • difendere anche nel nostro Paese il diritto alla cura e alla solidarietà, la libertà di espressione e dissenso, messi sotto attacco daiddl antisemitismo e dal decreto sicurezza.

L’appello finale lanciato da questa manifestazione:

 L’appello è dunque a firmare e diffondere la petizione: "No liste, no bersagli".

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