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Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vercelli

Sicurezza e ambiente: i fattori che nuociono alla salute

RUBRICA a cura dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vercelli

Sicurezza e ambiente

Immagine di ChatGPT

Cosa significa vivere in un ambiente sicuro e quali sono i fattori che possono nuocere alla nostra salute o alla nostra incolumità?
L’essere umano, come ogni altro organismo vivente, interagisce con l’ambiente fisico circostante con un continuo scambio di energia e materia: utilizza le risorse disponibili e rilascia i propri scarti. L’ecosistema è in equilibrio fino a quando è in grado di autorigenerarsi ed assorbire i rifiuti prodotti. Una delle principali cause di rottura di questo equilibrio è proprio l’inquinamento ambientale, con conseguenze sulla qualità della vita, sulla salute umana, sulla sicurezza del territorio e sulle possibilità di sviluppo futuro.


Per capire meglio i meccanismi che possono compromettere l’ambiente in cui viviamo è necessario partire dal significato di inquinamento.
Il Decreto Legislativo n. 152/’06, noto come Testo Unico Ambientale (TUA), fornisce una definizione chiara e articolata di inquinamento, inteso come l’introduzione diretta o indiretta nell’ambiente, conseguente ad attività umane, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore nell’aria, nell’acqua o nel suolo, tali da poter arrecare danno alla salute umana, agli ecosistemi ed ai beni materiali. Da questa definizione emerge come l’inquinamento sia un fenomeno di origine esclusivamente antropica, legato all’immissione di agenti o sostanze capaci di generare effetti negativi di natura sanitaria, ecologica, economica o sociale. Non ogni alterazione dell’ambiente può essere considerata inquinamento: essa lo diventa solo nel momento in cui è in grado di produrre un impatto dannoso significativo.


La capacità di un agente di causare un danno dipende sia dalle sue proprietà intrinseche di pericolosità, sia da fattori quantitativi. Anche sostanze non particolarmente pericolose, infatti, possono diventare dannose se presenti in quantità eccessive. Un esempio intuitivo si ritrova nell’ambiente domestico: chi si occupa della cura di piante in vaso sa che un fertilizzante, se utilizzato nelle dosi corrette, favorisce la crescita, mentre un suo impiego eccessivo può risultare nocivo per la pianta stessa. Lo stesso principio vale su scala ambientale. Un uso eccessivo di fertilizzanti in agricoltura, oltre a non apportare benefici alle coltivazioni, può causare fenomeni di eutrofizzazione delle acque, con conseguente crescita anomala delle alghe ed effetti negativi sull’equilibrio degli ecosistemi acquatici.


L’ingegneria sanitaria-ambientale è quella branca dell’ingegneria che si occupa della gestione di tutte le possibili cause di inquinamento, al fine di contenerle all’interno dei limiti di equilibrio dell’ambiente in cui viviamo.
Seppure questi temi siano diventati di attenzione collettiva negli ultimi anni, il concetto di “sicurezza ambientale" non è un’invenzione moderna. Problematiche di natura sanitaria e ambientale insorgevano già nell'antichità quando le civiltà dovettero realizzare i primi sistemi di gestione delle risorse e tecniche di bonifica per rimediare alle prime precoci forme di degrado antropico: ne è un esempio la Cloaca Maxima dell’antica Roma, una prima grande opera di ingegneria idraulica ed ambientale a servizio della collettività.


Nell'età moderna, tra il XV ed il XVIII secolo, lo sviluppo urbano ha evidenziato la stretta correlazione tra inquinamento ambientale (rifiuti, acque reflue e “miasmi”) e rischi sanitari. Da allora, la relazione tra ambiente e salute è diventata il criterio guida per affrontare le problematiche sanitarie ed il controllo delle epidemie. In quel periodo trovava largo credito la "teoria miasmatica”, secondo la quale si credeva che le malattie viaggiassero con i cattivi odori. Nonostante le basi scientifiche sulle modalità di diffusione delle malattie non fossero del tutto esatte, furono comunque da stimolo per interventi su fognature e ventilazione, comprendendo che una possibile fonte di contagio potesse trovarsi in acqua e/o aria contaminata.


Con l’avvento della Rivoluzione Industriale il peso dell’attività umana sull’ambiente comincia ad avere effetti davvero significativi. All’interno delle città vengono costruite fabbriche con grosse ciminiere e con scarichi di sostanze chimiche nei fiumi. La sicurezza ambientale non è più solo una questione sanitaria ma diventa un problema molto più complesso che necessita di vere e proprie regolamentazioni legislative su vasta scala. Un esempio importante è il Public Health Act emanato nel Regno Unito nel 1848, uno dei primi atti a tutela dell’ambiente e della salute pubblica che ha introdotto i primi limiti alle emissioni di sostanze inquinanti nell’ambiente e forme di controllo ad opera dello Stato sull’attività privata.


Nel corso del secolo scorso, poi, l’inquinamento ambientale ha prodotto situazioni disastrose con conseguenze anche tragiche sulla vita delle persone, sia a seguito di grossi incidenti sia per gli effetti a lungo termine dell’esposizione a determinate sostanze. Basti ricordare il grande Smog del 1952 a Londra, il disastro a Seveso del 1976 o di Bhopal in India nel 1984, la produzione e l’utilizzo di amianto (Eternit di Casale Monferrato) o l’incidente nucleare di Chernobyl nel 1986. La reazione tecnica e legislativa a questi eventi è stata incisiva, delineando norme sempre più specifiche nei vari settori produttivi e sviluppando tecniche di depurazione e bonifica degli inquinanti sempre più performanti. Le azioni messe in atto hanno dato risultati, tuttavia, per lo più puntuali e la nostra Società negli ultimi anni si trova a dover far fronte ad un costante e continuo peggioramento dell’ambiente e ad affrontare nuove problematiche: sostanze inquinanti sempre più persistenti, impoverimento delle risorse naturali e cambiamenti climatici.


Negli ultimi vent’anni è cresciuta in modo significativo la consapevolezza collettiva riguardo alle problematiche ambientali. Questo percorso ha portato ad un cambiamento nell’approccio alla sicurezza ambientale, che è sempre più orientato alla prevenzione, al coinvolgimento di competenze diverse ed alla tutela dell’ambiente, in una prospettiva di sostenibilità per le generazioni future. Rileva che nel 2022 la Riforma Costituzionale ha inserito la tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali della Repubblica Italiana, affermando esplicitamente che essa deve essere garantita anche nell’interesse delle generazioni future. Si inserisce in questo quadro anche l’Agenda 2030, che attraverso i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sottoscritti nel 2015 da tutti i paesi membri delle Nazioni Unite, promuove un modello di crescita capace di coniugare tutela ambientale, benessere sociale e sviluppo economico, evidenziando come la sicurezza ambientale sia una condizione essenziale per la qualità della vita e per il futuro del pianeta.


La sfida attuale è riuscire a soddisfare le esigenze della nostra società restando entro i limiti di sostenibilità dell’ambiente, trasformandoci da elementi di disturbo a custodi consapevoli di un equilibrio ormai fragile.

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