Ufficializzata l’adesione
di Robertino Giardina
24 Febbraio 2026 10:04
Nella sede del Municipio di Curino, in provincia di Biella, sabato 21 febbraio si è tenuta la conferenza stampa che ha ufficializzato l’adesione del Comune all’associazione Città del Vino. Un passaggio formale ma dal forte valore simbolico per un territorio che intende rilanciare la propria identità vitivinicola e rafforzare le prospettive economiche legate alla produzione locale.
All’incontro erano presenti il presidente dell’associazione, Stefano Vercelloni, il sindaco di Curino Adriano Buzio, il sindaco di Brusnengo Fabrizio Bertolino, il sindaco di Masserano Andrea Mazzone e Umberto Stupenengo, direttore dell’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte, il consigliere comunale di Villa del Bosco Dario Angiono, un rappresentante del comune di Sostegno, Valentino Guglielmino consigliere e ambasciatore di Città del vino. Una presenza corale che ha sottolineato la dimensione sovracomunale dell’iniziativa e la volontà di fare sistema in un’area storicamente dedicata alla viticoltura.
Al sindaco di Curino, Adriano Buzio, abbiamo chiesto quali motivazioni abbiano condotto l’amministrazione ad aderire all’associazione e quale significato assuma questa scelta per l’economia locale. «Era venuto da noi il presidente Vercelloni e abbiamo parlato di questa possibilità -l’adesione a “Citta del vino” - con altri due produttori di vino presenti qui a Curino: uno abbastanza rinomato e l’altro in crescita. C’era quindi una certa possibilità di poter partecipare a Città del Vino, realtà che non conoscevo.
Indubbiamente, se c’è la possibilità di ampliare questa realtà — non solo come nominativi ma proprio come produzione — è un aspetto positivo, perché attualmente si tratta di produzioni molto limitate. Così abbiamo deciso di aderire e abbiamo iniziato il percorso con Città del Vino, ricevendo tutta la documentazione necessaria per partecipare.
Questo nuovo percorso sicuramente inciderà anche sulla qualità e sulla tipologia che qui è quella del Nebbiolo. Naturalmente bisognerà impiegare alcuni anni: il Nebbiolo fresco non dà grandi risultati, è piuttosto acido e aspro. Invece, se invecchiato almeno quattro anni, può diventare molto valido».
A spiegare finalità e prospettive del sodalizio è stato il presidente Vercelloni: «Le Città del Vino sono comuni vitivinicoli: ce ne sono 550 in Italia, una sessantina in Piemonte. Siamo rappresentati un po’ in tutte le regioni e, inoltre, facciamo parte di una rete europea delle città del vino chiamata RECEVIN, insieme a spagnoli, portoghesi e francesi: in totale sono circa 1.400 comuni.
La giornata di oggi è stata dedicata ufficialmente alla consegna della bandiera dell’associazione al Comune di Curino, che aveva fatto richiesta l’anno scorso ed è entrato quest’anno tra le Città del Vino. Curino è un piccolo comune, come tanti: durante l’intervento ho ricordato che il 70% dei comuni di Città del Vino ha meno di 3.000 abitanti, proprio come molte realtà collinari e viticole.
Le attività che l’associazione svolge per il territorio e per la tutela dei vini di qualità sono tante, tra queste voglio ricordare Le Notti del Vino; ogni iniziativa è mirata a promuovere la cultura del vino. Altro punto riguarda la qualità a tavola: stiamo attraversando un momento particolare in cui, tra virgolette, il vino a volte viene ingiustamente criminalizzato — mi riferisco al tema dei tumori — ma se viene bevuto in modo moderato e durante i pasti, un bicchiere di vino non fa assolutamente male.»
L’ingresso di Curino nella rete nazionale ed europea rappresenta dunque un investimento sulla cultura del vino, sulla promozione territoriale e su un modello di sviluppo che punta a coniugare tradizione agricola, qualità produttiva e attrattività locale.
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