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Estorsione e circonvenzione di incapace ai danni di una famiglia di Varallo
Imputati un uomo di 38 anni e una donna di 48
di Simone Cerri
21 Febbraio 2026 12:25
Il tribunale di Vercelli (foto Gian Luca Marino)
È entrato nel vivo, in tribunale a Vercelli, il processo che vede imputati un uomo di 38 anni e una donna di 48, entrambi residenti nel Biellese, accusati di estorsione e circonvenzione di incapace ai danni di una famiglia di Varallo. Nell’ultima udienza il pubblico ministero ha chiesto per entrambi una condanna a tre anni e quattro mesi.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il 38enne avrebbe preteso denaro dal nucleo familiare, arrivando a incassare almeno 10mila euro, cifra quantificata sulla base dei bonifici tracciati. Per i genitori e il figlio, però, la somma sarebbe stata ben più alta, poiché parte del denaro sarebbe stata consegnata in contanti. In aula hanno raccontato di minacce pesanti, fino a intimidazioni di morte, che li avrebbero spinti a pagare.
Diversa la versione fornita dall’imputato, che ha parlato di un prestito di 20mila euro concesso al figlio, con cui aveva un rapporto di amicizia. Una tesi contestata dal pubblico ministero, che ha evidenziato l’assenza di riscontri bancari sui presunti versamenti e l’incompatibilità della somma con un reddito dichiarato di circa 600 euro mensili. La difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Alosi del foro di Biella, ha chiesto l’assoluzione. Si attende la decisione del giudice.
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