cerca

EDITORIALE

Fiera in campo, l'orgoglio di essere vercellesi

Una dichiarazione d’amore verso una terra che con passione e sacrificio vuole essere comunità

Fiera in campo, l'orgoglio di essere vercellese

La Fiera in Campo di Caresanablot, l’appuntamento che si rinnova ogni anno con l’identica puntualità dei cicli naturali, non è mai stata soltanto esposizione di macchine agricole. È invece, nella sua essenza, il racconto pulsante di un territorio e della sua anima più autentica. Fiera in Campo rappresenta il riflesso fedele della nostra terra vercellese, che ha sempre comunicato attraverso il linguaggio delle risaie, il corso lento ma potente del fiume Sesia, nella suggestiva cornice dell’orizzonte della pianura che, quasi per un bisogno di libertà, spinge lo sguardo a risalire con emozione le colline verso le cime della Valsesia. In questo lembo piemontese, la terra non è mai stata un supporto collaterale da sfruttare e neppure una risorsa da consumare sino alla sua fine. Al contrario, è stata e soprattutto è, un elemento vitale. Quasi un sangue, seppur metaforico, che scorre nelle vene dei contadini, degli artigiani e di tutti coloro che giorno dopo giorno hanno costruito e continuano a costruire quel destino, per loro e per le loro famiglie, partendo dal fango fertile del suolo che ha fatto nascere ogni cosa.

Eredità di coesione

In quelli che oggi definiamo "anni meravigliosi", e non per nostalgia del passato, bensì per un’innegabile consapevolezza dei valori dispersi, tutto si animava attorno a un’idea semplice ma rivoluzionaria, ovvero quella del crescere insieme. La prosperità, o anche il semplice stare meglio e bene, non era un traguardo da raggiungere in solitaria, ma un traguardo corale, di tutti. Le famiglie erano saldate l’una all’altra dal lavoro faticoso nei campi e gli agricoltori non apparivano come isole sperdute nel mare della semina, del raccolto e della produzione, ma erano ingranaggi ben oleati di un meccanismo che non si inceppava mai, chiamato comunità. Il riso raccolto nelle distese e i frutti degli orti, sintesi di stagioni faticose, non erano unicamente merci da vendere o scambiare, ma simboli d’appartenenza e di identità.
Ogni raccolto era una conquista collettiva, ogni siccità o al contrario alluvione, veniva affrontata tutti insieme tendendosi la mano, per fare sistema, compiendo ogni sforzo immaginabile perché nessuno rimanesse indietro e isolato.

La sfida della modernità

Oggi la Fiera in Campo, che affonda le sue radici in questa necessità, vuole ricordare che un territorio ha la possibilità di evolversi solo se chi lo abita e lo vive decide di muoversi uno a fianco dell’altro, lasciando impronte che siano comuni e non individuali. Vivere oggi questa fiera significa continuare a far pulsare quel patto silenzioso tra uomo e terra, tra passato e futuro e, ancor di più, tra famiglia e famiglia. Perché il progresso non deve per forza coincidere con la cancellazione delle radici e degli antichi patti sanciti con una stretta di mano, ma deve essere il naturale proseguimento di tutto ciò. Tuttavia, in questa era che definiamo moderna, questo messaggio ha anche sfumature critiche: viviamo in un tempo frammentato e dominato da egocentrismo che, se non arginato, può avere la forza di erodere le fondamenta della solidarietà sociale. Perché troppe volte il desiderio, o anche solo la necessità di raggiungere il profitto immediato, rischia di trasformare la nostra risorsa in un bene da consumare in fretta. Per questo motivo Fiera in Campo non deve essere vissuta come una rivisitazione di riti antichi, ma come scelta consapevole. Proteggere lo spirito della visione condivisa significa adattare la filosofia del mutuo soccorso alle difficoltà del mercato globale.

Responsabilità e futuro

La Fiera in Campo, dunque, non indossa solo la veste commerciale, ma anche quella della responsabilità; per cui rimane intatto l’invito a ritrovare, nel caso stia affievolendosi, quell’equilibrio fondamentale per stare saldi in piedi tra la velocità dell'innovazione tecnologica e il rispetto della natura. Tra l’ambizione alla crescita economica e la coesione sociale. Continuare a ritrovarsi tra i padiglioni di Caresanablot significa ribadire che aiutarsi e condividere conoscenza e difficoltà non è debolezza né arretratezza, bensì la base solida su cui costruire il futuro. In quest’ottica, Fiera in Campo è un atto culturale e "politico" nell'accezione più nobile del termine. Una dichiarazione d’amore verso una terra che con orgoglio vuole essere comunità.

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500