Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vercelli
di Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vercelli
10 Febbraio 2026 09:33
Immagine di ChatGPT
La sicurezza informatica è l’insieme di pratiche, strumenti e comportamenti che servono a proteggere computer, smartphone, reti e dati digitali da accessi non autorizzati, danni o furti. Oggi viviamo in un mondo sempre connesso: paghiamo online, comunichiamo sui social, lavoriamo da remoto e conserviamo documenti importanti nel cloud. Tutto questo rende la sicurezza informatica una necessità quotidiana per chiunque.
Informazioni come email, password, numeri di telefono, foto, documenti e dati bancari hanno un valore enorme per i criminali informatici. Un singolo accesso non protetto può portare a furti di identità, truffe economiche o danni alla reputazione personale. Un errore comune è pensare: “Non ho nulla di interessante da rubare”. In realtà gli attacchi informatici sono spesso automatizzati e colpiscono chiunque sia vulnerabile. Non serve essere famosi o ricchi. Già all’inizio del secolo organizzazioni criminali russe lanciavano attacchi informatici casuali al solo scopo di ottenere indirizzi mail e ogni campagna valeva centinaia di migliaia di euro.
Sentiamo sempre più spesso parlare di malware: questo termine, abbreviazione di malicious software, cioè “software malevolo”, indica qualsiasi software dannoso progettato per infiltrarsi in un sistema senza consenso e può arrivare con un allegato mail, siti web compromessi, software non ufficiali o chiavette USB infettate.
Le tipologie più comuni di malware sono:
• virus: si “agganciano” a file legittimi e si propagano quando tali file vengono eseguiti;
• worm: si diffondono autonomamente attraverso reti e dispositivi;
• trojan (cavalli di Troia): si mascherano da software legittimo per indurre l’utente a installarli;.
• ransomware: cifra i dati e chiede un riscatto per sbloccarli;
• spyware: raccoglie informazioni sull’utente (password, abitudini, dati sensibili);
• adware malevolo: mostra pubblicità invasive e talvolta installa altro malware;
• rootkit: nasconde la presenza di altri malware o manipola il sistema operativo;
• keylogger: registra ciò che viene digitato sulla tastiera.
Un ransomware può ad esempio codificare tutti i file di un sistema rendendoli inaccessibili a chi non ha la chiave per decodificarli. Aziende importanti sono state bloccate da un click distratto su una mail. In generale i rischi sono il furto di dati personali o aziendali, la perdita o cifratura dei file, l’accesso remoto non autorizzato al dispositivo, le frodi finanziarie ed infine l’interruzione dei servizi, come successe qualche mese fa in diversi aeroporti europei.
Poi c’é il phishing, una tecnica che sfrutta l’inganno psicologico per spingere l’utente a fornire informazioni sensibili. Oramai tutti riceviamo, tramite email, sms o post via social, messaggi che fingono di arrivare da banche, corrieri, autorità e così via, fino all’avvocato che promette di condividere l’eredità di un lontano parente che viveva in Australia. Spesso contengono link falsi che imitano siti reali e, se tempo fa erano facilmente riconoscibili per vistosi errori ortografici o loghi molto diversi dall’originale, ora i messaggi sono a prima vista autentici.
Infine ci sono i veri e propri attacchi informatici. Un attacco hacker è un tentativo di accesso non autorizzato ad un sistema informatico. Può essere mirato, contro aziende o persone specifiche, o casuale, scansioni di massa alla ricerca di vulnerabilità. Ricordiamoci che ognuno di noi, dalla massaia che usa internet per le ricette al ministero della difesa, su internet siamo un codice numerico, pertanto gli hacker inviano richieste di accesso semplicemente provando a contattare numeri in progressione e verificando quali rispondono. Come si fa a capire se siamo stati colpiti da un attacco? I sintomi principali sono: rallentamenti improvvisi, pop-up sospetti, accessi non riconosciuti, email inviate a nostra insaputa.
Elencati i rischi informatici, quali armi abbiamo per difenderci?
Prima di tutto è opportuno usare sempre sistemi operativi e software aggiornati, perché spesso gli aggiornamenti sono anche correzioni per chiudere falle di sicurezza.
Poi installare un antivirus ed attivare un firewall. Antivirus e firewall sono fondamentali nella sicurezza informatica: svolgono ruoli diversi ma complementari.
Un antivirus è un software che rileva, blocca e rimuove programmi dannosi (virus, malware, trojan, ransomware) già presenti o in arrivo sul proprio dispositivo, computer o smartphone.
Un firewall è un sistema che controlla il traffico di rete, decide quali connessioni possono entrare o uscire e blocca accessi non autorizzati; agisce sulla comunicazione tra il proprio dispositivo e internet. Ove possibile inoltre attivare l’autenticazione a più fattori. L’autenticazione a più fattori (MFA – Multi-Factor Authentication) è un meccanismo di sicurezza che richiede almeno due prove diverse di identità per accedere ad un account, ad un sistema o ad un servizio. L’obiettivo è ridurre drasticamente il rischio che un accesso non autorizzato avvenga anche se una password viene rubata o indovinata.
Per parlare di MFA devono essere presenti almeno due fattori appartenenti a categorie diverse, ad esempio una password (qualcosa che sai) ed un codice da SMS o da app sul telefono (qualcosa che hai). Stiamo poi sempre attenti quando clicchiamo su un link e ricordiamoci che mai una banca o un ente pubblico ci manderanno un messaggio con un link per aggiornare i nostri dati.
Possibilmente usiamo password diverse, lunghe e composte anche da caratteri speciali, come il “$” o il “?”. Non colleghiamo chiavette USB di altri. Installiamo app solo da siti ufficiali.
La tecnologia aiuta ma la prima difesa è la conoscenza. Imparare a riconoscere i pericoli è essenziale per una buona sicurezza informatica. Essa non è più un’opzione ma una competenza di base per vivere serenamente nel mondo digitale. Con buone abitudini, strumenti adeguati ed un po’ di attenzione è possibile ridurre drasticamente i rischi e navigare in modo più sicuro.
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