Comando provinciale di Alessandria
di Redazione La Sesia
9 Febbraio 2026 12:52
Operazione dei carabinieri tra Occimiano e Vercelli: denunciati tre autori di truffa e rapina a danno di anziani.
L’attività di contrasto ai reati predatori condotta dai carabinieri di Casale Monferrato e di Occimiano ha portato alla denuncia a piede libero di due 28enni e un 48enne originari della provincia di Salerno, ritenuti gravemente indiziati di rapina e truffa aggravata in danno di due ottantenni, in altrettante circostanze.
"Il primo evento è avvenuto nel comune di Occimiano, dove un anziano ha ricevuto la telefonata di un finto “maresciallo dei carabinieri di Alessandria”, che l’ha convinto della necessità di effettuare un controllo sui gioielli custoditi in casa, spiegando all’80enne che era stata consumata una rapina in una gioielleria alessandrina e che un “avvocato” sarebbe passato a breve per verificare se il denaro e i monili fossero provento del furto - spiegano dal Comando - Poco dopo, il complice si è presentato presso l’abitazione e ha iniziato a fotografare i preziosi e a riporli in una busta. Il proprietario, accortosi del raggiro, ha tentato di recuperare i propri beni e ne è scaturita una colluttazione durante la quale è stato spinto violentemente a terra dal rapinatore, che è riuscito a darsi alla fuga. Nonostante lo shock, la vittima – che fortunatamente non ha riportato lesioni – ha prontamente allertato il figlio e i carabinieri".
Attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, i carabinieri di Occimiano hanno identificato il veicolo utilizzato per la fuga e l’hanno inserito nel sistema di ricerca nazionale, permettendo a una pattuglia della Polizia stradale di intercettarlo in autostrada, nei pressi di Modena. Durante la perquisizione, gli agenti, in contatto con i carabinieri, hanno trovato la refurtiva, che i malviventi avevano nascosto all’interno dei propri giubbini, modificati per realizzare tasche nascoste per eludere controlli superficiali.
Le indagini dei Carabinieri non si sono fermate. Un’attenta analisi dei movimenti dei sospettati e di quanto trovato ha permesso di collegare il gruppo a una seconda truffa consumata nello stesso arco temporale a Lignana, in provincia di Vercelli, dove un’80enne era stata contattata da un finto “carabiniere” che le aveva preannunciato – con analoghe modalità rispetto al precedente caso – l’arrivo di un “avvocato”, il quale era poi riuscito a sottrarre denaro e monili alla vittima. Anche nella circostanza, l’interlocutore aveva riferito di una rapina nel novarese e della necessità di un controllo sui gioielli posseduti, ma l’anziana, insospettitasi, aveva passato la comunicazione alla nipote, alla quale il finto “carabiniere” aveva prontamente detto di andare a sporgere denuncia in caserma perché la nonna era stata truffata. Per tenerla sotto controllo, le aveva chiesto il recapito cellulare e l’aveva richiamata, così da avere la sua posizione nella mezz’ora successiva, durante la quale la donna si era recata in macchina presso i carabinieri di Vercelli. Nel frattempo, approfittando della sua assenza, il finto “avvocato” si era presentato a casa della nonna e, una volta distratta l’anziana, aveva portato via il bottino.
L’efficacia dell’azione investigativa è stata garantita dal coordinamento tra i reparti dell’Arma e l’utilizzo delle banche dati operative, con i Carabinieri che hanno proceduto a incrociare i dati dei transiti autostradali con le descrizioni fornite dalle vittime, delineando un modus operandi consolidato.
La posizione dei tre indagati, ai quali è stato contestato anche il reato di rapina impropria per l’episodio di Occimiano, data la violenza usata per assicurarsi la fuga, è ora al vaglio della Procura di Vercelli, che coordinerà i successivi accertamenti per verificarne l’eventuale coinvolgimento in altri colpi avvenuti in Piemonte.
Le vittime hanno invece riavuto i propri beni, dopo averli riconosciuti tra la refurtiva recuperata a Modena.
L’operazione evidenzia l’importanza della prevenzione e della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine. I Carabinieri ribadiscono l’invito alla massima prudenza: nessun rappresentante delle istituzioni o delle forze di polizia richiede la consegna di denaro o gioielli per effettuare verifiche o pagamenti di cauzioni. La prontezza della segnalazione al 112 resta lo strumento più efficace per permettere ai Carabinieri un intervento risolutivo e, in caso di commissione del reato, di individuare gli autori e di recuperare i beni sottratti.
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