Analisi epidemiologica
28 Gennaio 2026 16:30
Il grafico sulla mortalità riferito al 2023
Gentile direttore,
anche quest’anno offriamo una prima analisi epidemiologica sulla mortalità totale specifica per genere, standardizzata per età e basata sugli ultimi dati ISTAT (2023) riferiti alla provincia di Vercelli (86 comuni, circa 174 mila abitanti).
Questi semplici dati statistici, riferiti alla mortalità totale (non dettagliati per cause) vengono resi noti da ISTAT con circa due anni di ritardo e in formato non ancora definitivo. Il 2023 vede la Provincia di Vercelli molto al di sopra della media nazionale e al primo posto in Piemonte nonché in tutto il Nord-Ovest. Valutando i dati della popolazione del vercellese rispetto all'indice di mortalità standard (specifico per sesso e corretto per età) tramite il tasso di mortalità standardizzato (TMS) i risultati appaiono preoccupanti. Il TMS per età è il numero complessivo di decessi osservati nella popolazione in studio ogni 10.000 abitanti. Esso considera, annullandole, le differenze per età naturalmente presenti in ogni popolazione, permettendone il loro corretto raffronto. Esempio: la differenza tra il TMS di Vercelli (90,6 su 10 mila persone) e quello del Nord-Ovest (79,1 su 10 mila persone) è uguale a circa 11,5, addirittura maggiore di quello rilevato l’anno precedente (uguale a 7). Tenendo conto dell’approssimazione statistica, 11,5 indica il numero di decessi annuali in più registrati nel vercellese rispetto alla media del Nord-Ovest (ogni 10 mila persone).

Questo dato corrisponde ad un eccesso di mortalità complessiva evitabile attorno al 14% circa, eccesso che non può essere attribuito né alla numerosità né alla maggior età della popolazione, ma dovrebbe essere urgentemente studiato e risolto. I dati Istat (2023) ci dicono che il tasso di mortalità standardizzato medio in Piemonte (totale per generi), su 10.000 abitanti è 82,8. In Italia la media è 82,6, per tutto il Nord-Ovest è 79,2 mentre per il vercellese, come abbiamo visto, si attesta a 90,6. Dal grafico che mette a confronto gli ultimi 7 anni (2017-2023) emerge nuovamente come il tasso di mortalità della provincia di Vercelli sia COSTANTEMENTE al di sopra dei valori medi di Piemonte, Nord-Ovest e altre province italiane. Altro triste primato dell’intera provincia è raggiunto dal tasso registrato nelle femmine (pari a 74,0) che supera il dato medio del Piemonte (68,7), quello del Nord-Ovest (65,8) e quello dell’Italia (68,8).
Anche nei maschi la situazione è davvero preoccupante: il TMS è il più alto (con 114,2 decessi ogni 10.000 abitanti), e supera il tasso registrato in Piemonte (102,2), nel Nord-Ovest (97,9) ed anche in Italia (101,1). Questi dati andrebbero approfonditi in modo rigoroso, indipendente, coraggioso e senza conflitti di interesse utilizzando, ad esempio, i dati ufficiali prodotti dal comune, Regione, ARPA, Istat, ministero, etc... Una strada potrebbe essere quella di redigere un Referto Epidemiologico Comunale (REC) come già fatto a Genova e Taranto, dall’epidemiologo Valerio Gennaro, e nel 2022 a Vercelli quando fu condotto dal dott. Christian Salerno uno studio epidemiologico (REC) sul capoluogo valutando la mortalità totale e per gruppi di età: nella ricerca si evidenziarono ad esempio, una precocità e un incremento di mortalità nei residenti con meno di 65 anni nell'area di ricaduta delle polveri dell'inceneritore.
Considerando anche le note criticità ambientali del nostro territorio sottolineiamo come sarebbe importante monitorare in modo più completo la salute (ad es. mortalità, morbilità, ricoveri, abortività, malformazioni, uso di farmaci, ecc.) e le possibili cause di malattia evitabili, ad es. gli inquinamenti chimici, fisici, radiazioni elettromagnetiche, ecc. e come sarebbe opportuno individuare, oltre ai dati dell’intera provincia, quelli specifici di comuni a differente rischio. In conclusione ci domandiamo se amministrazioni e cittadinanza non possano lavorare insieme con l’obiettivo di ridurre le criticità ambientali del territorio impattanti sulla salute cercando, ad esempio, alternative meno dannose per la salute dell’ambiente, degli animali e delle persone rispetto all’utilizzo di diserbanti chimici (come ad esempio il controverso glifosato) per le vie cittadine e nel territorio vercellese, disincentivando l’uso del trasporto su gomma a favore di una mobilità sostenibile, incrementando il verde pubblico e contrastando l’installarsi di nuove realtà produttive, come allevamenti intensivi, che indiscutibilmente influiscono negativamente su ambiente e salute.
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