Con Gianni Trotta, due crescentinesi tra i tedofori della tappa vercellese
di Diego Melara
18 Gennaio 2026 15:28
Grande entusiasmo nelle parole di Marco Canuto, crescentinese, tra i tedofori che martedì 13 hanno portato la Fiamma Olimpica a Vercelli, tappa numero 37 del viaggio verso Milano Cortina 2026.
«Portare la fiamma olimpica è un’emozione bellissima – racconta – perché rappresenta valori e ideali che da sempre fanno parte dello sport e della vita. Ogni Olimpiade mi trasmette qualcosa di unico: seguo le cerimonie di inaugurazione con grande coinvolgimento e mi commuovo a quelle di chiusura, perché raccontano storie di passione, sacrificio e sogni realizzati».
Un sentimento che va oltre l’esperienza personale e si apre a una riflessione più ampia: «Vedere l’entusiasmo dei giovani atleti è qualcosa che vorresti fosse contagioso per tutto il mondo. In un momento storico come questo c’è bisogno di unione, di persone capaci di volersi bene e di camminare insieme, anche nelle differenze».
Da Crescentino, tra i protagonisti del passaggio della Fiamma Olimpica a Vercelli, anche Gianni Trotta, a testimonianza di una partecipazione corale del territorio a un evento dal forte valore simbolico e universale.
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