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Con Gianni Trotta, due crescentinesi tra i tedofori della tappa vercellese

La Fiamma Olimpica a Vercelli, l’emozione di Marco Canuto

«Un gesto che racchiude valori universali: passione, unità e il desiderio di un mondo più unito, oltre ogni differenza»

Grande entusiasmo nelle parole di Marco Canuto, crescentinese, tra i tedofori che martedì 13 hanno portato la Fiamma Olimpica a Vercelli, tappa numero 37 del viaggio verso Milano Cortina 2026.

«Portare la fiamma olimpica è un’emozione bellissima – racconta – perché rappresenta valori e ideali che da sempre fanno parte dello sport e della vita. Ogni Olimpiade mi trasmette qualcosa di unico: seguo le cerimonie di inaugurazione con grande coinvolgimento e mi commuovo a quelle di chiusura, perché raccontano storie di passione, sacrificio e sogni realizzati».

Un sentimento che va oltre l’esperienza personale e si apre a una riflessione più ampia: «Vedere l’entusiasmo dei giovani atleti è qualcosa che vorresti fosse contagioso per tutto il mondo. In un momento storico come questo c’è bisogno di unione, di persone capaci di volersi bene e di camminare insieme, anche nelle differenze».

Da Crescentino, tra i protagonisti del passaggio della Fiamma Olimpica a Vercelli, anche Gianni Trotta, a testimonianza di una partecipazione corale del territorio a un evento dal forte valore simbolico e universale.

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