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Vercelli

Da che cosa è stato crivellato il cartello di via Trento?

Evitare che diventi un’esposizione permanente di “arte urbana”

Vercelli

Il cartello in via Trento

C’è un cartello stradale in via Trento, a Vercelli, che negli ultimi giorni ha quasi attirato più sguardi di un monumento.

Non perché indichi qualcosa di particolare, ma perché appare, come dire, “modificato”. Non nelle scritte, non nella sua grafica che segnala semplicemente un parcheggio, bensì nella sua forma. Una forma che ricorda un po’ troppo quella di un oggetto che ha conosciuto giorni migliori.

A un primo sguardo si potrebbe pensare che sia stato raggiunto da colpi di arma, oppure da fuochi d’artificio visto il Capodanno appena passato, ma attenzione, non lo sappiamo e non ci sono certezze. Tutto ciò che è certo, però, è che diversi fori attraversano il metallo, deformandolo in modo evidente. E siccome i cartelli stradali non sono soliti cambiare forma “spontaneamente”, e nemmeno sviluppare buchi per spirito d’iniziativa, qualche domanda sorge spontanea. La prima è inevitabile: chi ha scelto proprio quel cartello come bersaglio? E, soprattutto, con cosa ci hanno tirato contro? Un sasso sfuggito al controllo? Una biglia impazzita? Una fionda da collezione…? Oppure, ma qui la fantasia galoppa, un aspirante Robin Hood cittadino in cerca di fama?

L’ipotesi è aperta, la certezza neanche un po’. Perché se qualcuno ha deciso di divertirsi prendendo di mira un cartello stradale, magari di notte, magari pensando di non essere visto da alcuno, sarebbe interessante capire cosa lo abbia motivato a forare la segnaletica verticale. Solo un attimo di noia? Un gesto di sfogo? O un curioso senso artistico? Impossibile saperlo.

L’unica sicurezza è che il cartello, oggi, sembra uscito da un’esposizione di scultura moderna, sicuramente non bella: acciaccato, bucato, storto, ma sicuramente unico nel suo genere. Peccato che il suo scopo non fosse quello di essere ammirato, bensì quello di dare indicazioni agli automobilisti. Sarebbe forse il caso che qualcuno desse un’occhiata, sostituisse il cartello e, già che c’è, provasse anche a capire come mai sia ridotto così.

Se non altro per evitare che diventi il primo pezzo di un’esposizione permanente di “arte urbana”, categoria che nessuna città aspira a inaugurare. E neppure Vercelli.

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