cerca

Sulla mia strada

Terza domenica di Avvento: ”Rallegratevi, il Signore è vicino”

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo di domenica 14 dicembre

candele con pigne

Terza domenica d'Avvento. Rallegratevi nel Signore sempre, ve lo ripeto ancora: rallegratevi perché il Signore è vicino. Nella liturgia della chiesa la terza domenica di Avvento è nata come “gaudete” o della gioia, in cui siamo invitati a riflettere sulla causa della nostra allegria. Tutti noi nel profondo del nostro cuore desideriamo essere felici, a volte però cerchiamo questa gioia solo in aspetti parziali della nostra vita, nel possesso di alcuni beni materiali, nel riconoscimento sociale che riceviamo nell'acquisizione di qualche qualità o in una vita familiare serena.

Tutto questo è buono senza dubbio, ma San Paolo ci ricorda che queste gioie raggiungono la loro pienezza solo quando sono radicate nella felicità che Gesù ci dona: rallegratevi sempre nel Signore. Il profeta Isaia, da parte sua, invita con forza il suo popolo a vivere con gioia nonostante le minacce dei nemici o le molte volte che si sono allontanati dal loro Dio: “Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa”. Anche noi quando le tentazioni si insinuano o quando siamo stanchi, possiamo conservare questa gioia nel profondo del nostro cuore.

È questa possibilità, grazie alla vicinanza di Cristo, che ci permette di celebrare bene il Natale. La gioia è il respiro, il modo di esprimersi del cristiano. Così come il respiro è la prima manifestazione della vita, la gioia sincera è la manifestazione che Gesù offre nella risposta autentica al desiderio profondo del nostro cuore.

Irrobustire le mani fiacche, rendere salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore, coraggio, non temete, continua il profeta Isaia nella prima lettura di oggi. Dio in modo sorprendente manifesta più gioia per il Natale di quanto ne abbiamo noi stessi. Ecco quanto è grande il suo desiderio di trovare un posto nella nostra vita. Ci accompagni Giovanni Battista, per gran parte ancora in questo tempo di Avvento. In lui vediamo incarnata una virtù indispensabile per godere di questa gioia duratura, l'umiltà, tutta la sua vita è stata orientata a preparare il popolo all'avvenuta del Messia. Per questo motivo, quando era in prigione e sentì parlare dei prodigi compiuti dal Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli, “sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro”, dopo aver descritto le opere che ha compiuto.

Va questo elogio a suo cugino, egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio Messaggero davanti a te, gli preparo la tua via. In verità io vi dico tra i nati di donna non non è sorto mai nessuno più grande di Giovanni il Battista”.

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500