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I 130 anni della Pro Vercelli

Quando Torricelli sbiancò più della sua maglia

L’incredibile ruota del destino prima di un Pro Vercelli-Juve del 1992

Moreno Torricelli

Moreno Torricelli

“…Ascolta, alla squadra avversaria manca un uomo: infatti loro sono solo in dieci ed allora ho pensato a te per andare a giocarci insieme sin dal primo minuto. Tra poco parlerai con il loro allenatore, che mi ha richiesto di dargli uno dei miei: spiegagli bene in che ruolo ti trovi più a tuo agio e vedrai che andrà tutto bene”.

Paolo Tonelli

Il ragazzo che aveva appena ascoltato queste parole, pronunciate davanti a tutti i compagni nello spogliatoio di via Massaua dal suo mister Paolo Tonelli, diventò improvvisamente bianco in viso ancor più della maglia della Pro Vercelli con la quale era in procinto di debuttare. La squadra avversaria si chiamava Juventus, allenata allora da Giovanni Trapattoni ed il giocatore Moreno Torricelli. Per lui, falegname di Oggiono (nato ad Erba), di quelli senza tanti grilli per la testa, serio e con una passione matta – come tanti suoi coetanei – per il pallone - da quei minuti prima del fischio iniziale agli ordini del referee Paolo Calcagno di Nichelino, il destino stava iniziando a ruotare ad una velocità impressionante. Sconosciuta sino a qualche attimo prima.

È un sabato sera, quel 30 maggio 1992 e al “Leonida Robbiano” (Piola era ancora tra noi) a partire dalle ore 20:30 sarebbero tornate a sfidarsi due squadre che avevano decisamente scritto pagine di storia del calcio (anche) nei primi decenni del ‘900. L’occasione erano i festeggiamenti per il Centenario della Pro Vercelli ed il gancio fu quel gran dirigente illuminato che fu Franco Roncarolo, ai servizi della Signora, ma con un occhio sempre alle Bianche Casacche, riuscì a convincere la dirigenza bianconera a scendere in campo nella gloriosa Vercelli. A raccontare tutto ciò, è Paolo Tonelli in persona (trainer della Pro 1991-92), che siamo andati ad intervistare nel suo splendido stabilimento balneare (“La Bussola”), di Borgio Verezzi. Ora che siamo nell’anno dei 130 della Pro e che da quell’amichevole, dunque, di primavere (ed estati) ne sono trascorse trenta, sembra invece che sia ieri. Paolo (80 anni portati alla grande) si illumina nel sentirsi interpellato su quella gara. Perché è rimasta cara anche a lui e non solo per questo motivo: “Un’ora prima del match, mi era veramente venuto a cercare Trapattoni, spiegandomi che i suoi tre tedeschi (l’appena arrivato Moeller, Khoeler e Reuter) non c’erano perché erano impegnati agli Europei in Svezia, mentre Schillaci e Tacconi erano in vacanza negli Usa”.

Era quella una Juve appena arrivata 2.a in campionato alle spalle del Milan campione d’Italia e che non aveva disputato le Coppe (per la prima volta dopo 28 anni) dopo la sfortunata annata con Gigi Maifredi in panchina. I bianconeri avevano appena perso la Coppa Italia col Parma, il 14 maggio e quindi c’era aria di rompete le righe. Nella rosa Juve 1991-92 c’erano anche i due futuri allenatori della Pro Roberto Galia e Massimo Carrera. Anche nelle fila della Pro c’era aria di vacanze e di fine stagione. Un campionato, quello del Girone A di Interregionale 91-92 (5° livello del calcio Nazionale, alla sua ultima uscita con questa denominazione, poiché dall'edizione successiva avrebbe assunto la denominazione di Campionato Nazionale Dilettanti), partito con Giovannino Sacco in panchina, sostituito alla 17.a giornata proprio da Paolo Tonelli, che portò una ventata di ottimismo e di bel gioco. I Leoni si trovarono però di fronte un avversario troppo forte: quel Super Corsico allenato da Sergio Caligaris (vecchio compagno di Tonelli nelle fila della Pro gloriosa di inizio Anni ’70), che grazie al bel gioco e alle reti di un cannoniere come Angelo Seveso (morto a soli 48 anni il 30 maggio 2011) fecero arrivare primi in classifica i granata lombardi, che però poi persero gli spareggi-promozione con il Giorgione  (1-2; 0-0), fallendo il salto in C2. Seveso realizzò 18 gol, alle sue spalle il provercellese Sandri, a quota 13, dietro con 11 realizzazioni Cappellini del Seregno, Garavaglia del Vigevano ed un certo Marco Sesia del Nizza Millefonti che sarà l’ultimo allenatore di una Pro dotata ancora del suffisso “US”, anziché dell’attuale “FC” (e per il cui ricongiungimento l’attuale dirigenza sta provando a spendersi in Federazione).

La Pro arriverà 5.a a 41 punti, a soli -4 dai 45 del Corsico, ma dietro ad Abbategrasso (44), Seregno (43)  e addirittura i cugini dello Sparta Novara (42). Torniamo però ai momenti prima di quel fatidico Pro Vercelli-Juve. Trapattoni accoglie dunque Torricelli nello spogliatoio bianconero e gli dice: “…ti metto accanto a Julio (Cesar, ndr) e lui ti aiuterà”. Per la cronaca, la PRO VERCELLI scese in campo con: Cat Berro (87’ Pettinato), Tasca, Cattin (80’ Giovannico), Bellingeri (80’ Garzonio), Piagni, Marabotto, Tiengo (70’ Sandri), Bollini (72’ Fiorasco), Salono (1’ st Bochiccio), Burgato (63’ Scarimbolo, 70’ De Falco), Alloni. All.: Paolo Tonelli. JUVENTUS: Marchioro, Siroti, Marocchi, De Agostini, Torricelli, Julio Cesar, Alessio, Antonio Conte (70’ Artico, 78’ Anzidei), Giampaolo (51’ Lenta), Di Muri, Di Canio. All.: Giovanni Trapattoni. Arbitro: Paolo Calcagno di Nichelino. MARCATORI: 75’ Bochccio (P), 80’ De Agostini (J), 87’ Sandri (P), 90’ Lenta (J).  Se da un lato quel comunque clamoroso 2-2 aveva fatto cullare per un attimo addirittura il sogno di una vittoria ai tifosi delle Bianche Casacche, sul versante bianconero la prestazione di Torricelli impressionerà così tanto Trapattoni, da provarlo ancora nelle due amichevoli successive e da farlo entrare nella rosa ufficiale della sua Juve 1992-93 dove si troverà – tra gli altri – a giocare accanto a Vialli, Peruzzi, Antonio Conte, Roberto e Dino Baggio, Platt, Di Canio e Casiraghi.

Vincerà immediatamente la Coppa Uefa e successivamente la Champions League 1995-96, la SuperCoppa Europea 1996 e la Coppa Intercontinentale 1996, oltre a 3 scudetti, 2 Coppa Italia e 1 SuperCoppa Italiana. Se per Torricelli quell’amichevole tra Pro e Juve segnò per certi versi una parte di storia sua e del calcio italiano, anche per Tonelli sarà la gara di addio alla sua amata Pro: sulla panchina del Robbiano l’anno successivo sarebbe arrivato proprio Sergio Caligaris. La Juve, per avere Moreno, versò invece 50 milioni lire nelle casse della Caratese. Il classico "tozzo di pane" tanto caro al club di Agnelli. Se fossero arrivati - insieme a Torricelli - in via Massaua al sodalizio dell'allora presidente Ezio Rossi, probabilmente il salto in C2 sarebbe arrivato con una stagione in anticipo rispetto a quel memorabile 1993-94. 

La prossima puntata sui 130 anni della Pro Vercelli su La Sesia in edicola venerdì 2 settembre

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