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I 130 anni della Pro Vercelli

Tutti "gli Eusebio" in maglia bianca

Da Castigliano ad... Egbedi, sono stati pochi i calciatori della Pro con questo nome

Pro Vercelli (Foto Morera)

I festeggiamenti per la Patronale di Sant’Eusebio (amatissimo santo cagliaritano, ricordato anche ad Oropa, Crea, Pavia, che non è solo il patrono di Vercelli, ma anche di tutto il Piemonte dal 1961) prestano (in buona fede) il fianco anche ad un aspetto puramente laico come lo sport.

Perché se è noto che il nome “Eusebio” fosse assai usato nel Vercellese nei decenni e secoli scorsi, può sorgere dunque spontaneo il quesito su quanti giocatori della Pro Vercelli abbiano portato questo nome orgoglioso, ma anche ricco di responsabilità. A ben scorrere le statistiche (che possono sempre essere corrette, anzi: invitiamo sempre i lettori a segnalarci eventuali, involontarie lacune storico-numeriche), inaspettatamente non sono molti. Il primo, fu Eusebio Sarasso, ruolo attaccante, nato a Prarolo (Vc) il 28 luglio 1892, ovvero a pochi giorni dal compleanno del sodalizio ginnico fondato da Domenico Luppi (11 luglio 1892). Sarasso sfiorò la vittoria dello scudetto in più di un’occasione, senza però mai avere la fortuna di far parte di una rosa tricolore delle Bianche Casacche. Nel girone unico di Prima Categoria, 1909-10 mise a segno due presenze, 7 nel 1913-14 (segnando due reti), 1 sola nel 1914-15 e 6 gettoni nella Prima Divisione 1923-24. Il secondo Eusebio in ordine di tempo che abbia indossato la casacca bianca della Pro è certamente quello più famoso e leggendario in assoluto: stiamo parlando di “Zampa di velluto” (sampa ad vlù) Castigliano, mitico attaccante e mediano del Grande Torino, perito come è noto nella tragedia di Superga il 4 maggio 1949. Nella sua Pro, due furono le stagioni Cadette che lo misero in luce per gli addetti ai lavori: la 1939-40 (7 reti in 9 partite) e la 1940-41 (11 gol in 20 presenze), per un totale di 18 realizzazioni in 29 gare.

Il portiere Eusebio Bodo, invece, era vercellese doc, essendo nato in città il 1° giugno 1920. Cinque in tutto le sue presenze, nella C 1941-42 (e 2 gol subiti) e 4 in Serie B 1946-47 (6 reti incassate). Seguirono Spezia, Biellese e Vigevano, prima di passare in Granata dal 1945-46. Tutto qui. E allora, occorre lavorare di fantasia per cercare di agganciare altri riferimenti...eusebiani alla storia delle Bianche Casacche. A partire dalla mascotte Eusebio, il simpatico Leone che è anche il Premio della Critica giornalistica Sportiva assegnato ogni anno al miglior giocatore, da reporter e dal Panathlon Club. Oppure, con uno sforzo...ultra semantico, nel ricordare anche il difensore Antonio Eusebione (nato a Vercelli il 18 febbraio 1968), che attraversò quattro stagioni dell’era Celoria, dal 1985-86 al 1989-90, per 10 presenze complessive, 1 in campionato e 9 in Coppa Italia.

Spogliatoio Pro Vercelli (Foto Morera)

C’è però, in tempi più recenti, un attaccante che ha fatto spendere il Gioebi alla tifoseria bianca, più di ogni altro: stiamo parlando del nigeriano della città di Warri che porta il nome di Eridin Morgan Egbedi. Delle sue tre stagioni in casacca candida (2004-05 in C2, 2007-08 in C2 e 2008-09 in LegaPro Seconda Divisione, pari a 77 presenze e l’onorevole bottino di 32 reti) il momento clou della sua carriera a Vercelli porta senza dubbio una data chiara, precisa e per certi versi anche drammatica (seppure con lieto fine). Corre il campionato di C2A 2004-05 e la gara è quella di ritorno dei playout, addì domenica 5 giugno 2005. Si gioca alle ore 16, allo Stadio Comunale di Palazzolo (BS). Lo 0-0 dell’andata lasciava aperti scarsi spiragli di ottimismo. Il Palazzolo scese in campo con: Lanati, Pedretti, Pedrocchi (74` Brembilla), Dario Marcolin (l’ex Lazio e doppia medaglia d’oro agli Europei Under 21 1992 e 1994 chiuse la carriera qui) , Chiavaro, Longhi, Cusini, Barbieri, Sesa (66` Manzini), Rossi (60`Gragnaniello). A disp.: Suagher, Quaglia, Bucchioni, Sanfratello. Allenatore è Riccardo Inselvini. La Pro Vercelli è quella allenata da Fabrizio Viassi, trainer preparato e sanguigno che tenta di entrare nella storia, salvando una barca che faceva acqua da tutte le parti.

L’11 bianco scese in campo con: Mandelli, Negro Frer, Melissano (52` Carlarberto Ludi, attuale ds del Como, artefice dell’approdo del fuoriclasse Cesc Fabregas in riva al Lario), Gobba, Pelati, Sella, il futuro allenatore Moreno Longo (62` Gherardi), Balacchi, Egbedi, Bernardi, Anderson Cavalheiro (82` Rondinelli). A disp.: Locatelli, Dalla Bona, Nodali, Baldi. E se ancora al 65’ lo 0-0, premiava il Palazzolo, score con cui sarebbero stati gli uomini di Inselvini a brindare per la salvezza in C2, i 300 vercellesi sugli spalti del Comunale non smettevano comunque di incitare i loro beniamini. Pochi minuti ancora, e il triplice fischio del signor Rubino da Salerno, avrebbe sancito la retrocessione in D. Corre dunque il fatidico 22’ (della ripresa). È lì che Anderson centra dalla destra, Gherardi ti inventa un ‘no-look’ per Egbedi che - come un fulmine e nonostante una contrattura, giusto all’altezza dell’area piccola - infila Gentili con uno dei suoi classici missili terra-aria (0-1). Lo stadio Comunale di Palazzolo, quasi tutto tinto di bianco, esplode. Per la Pro fu salvezza. Il “miracolo targato Viassi” (e Sant’Eusebio) si era concretizzato.

Continua sul numero de La Sesia in edicola venerdì 26 agosto

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