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Salario minimo europeo: un accordo per i lavoratori degli stati membri

Siglato un accordo per l'adeguamento di salari minimi nei Paesi Ue

salario minimo

È stato raggiunto un accordo politico tra il Parlamento europeo e gli Stati membri dell'UE sulla direttiva relativa a salari minimi adeguati, proposta dalla Commissione nell'ottobre 2020. Fortemente voluto dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, si tratta di un provvedimento mirato ad istituire un quadro per l'adeguatezza dei salari minimi legali, promuovendo la contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari e migliorando l'accesso effettivo dei lavoratori alla tutela garantita dal salario minimo nell'UE.


Come si legge nella nota ufficiale, garantire che i lavoratori siano adeguatamente retribuiti è essenziale per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro e per costruire società ed economie eque e resilienti. Alcuni lavoratori risentono tuttavia della limitata adeguatezza e/o delle lacune nella copertura della tutela garantita dal salario minimo. La nuova direttiva mira ad affrontare questo problema istituendo un quadro dell'UE per rafforzare l'adeguata tutela garantita dal salario minimo, nel pieno rispetto delle tradizioni e delle competenze nazionali, come pure dell'autonomia delle parti sociali. 


È bene precisare però che la direttiva non obbliga gli Stati membri a introdurre salari minimi legali né fissa un livello comune dei salari minimi in tutta l'UE; il provvedimento spinge però tutti gli stati membri ad adeguarsi in tal senso o ad adottare politiche che garantiscano salari equi per tutti i lavoratori. 


"In un momento in cui riuscire ad arrivare a fine mese è fonte di preoccupazione per molte famiglie in tutta l'UE - ha dichiarato Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali - è essenziale che tutti gli Stati membri dispongano di una tutela garantita dal salario minimo adeguata. Il quadro concordato dal Parlamento europeo e dal Consiglio contribuirà a garantire che i lavoratori che percepiscono un salario minimo possano permettersi una vita dignitosa: è un giorno importante per un'Europa sociale forte che protegge". 

Entrando nel dettaglio, i principali elementi della direttiva sono:

  • Un quadro per la determinazione e l'aggiornamento dei salari minimi legali: gli Stati membri in cui sono previsti salari minimi legali dovranno istituire un quadro di governance solido per la determinazione e l'aggiornamento dei salari minimi, che comprenda criteri chiari, l'utilizzo di valori di riferimento indicativi, l'aggiornamento periodico e puntuale dei salari minimi, l'istituzione di organi consultivi ai quali parteciperanno le parti sociali, la garanzia che le variazioni dei salari minimi legali e le trattenute su di essi rispettino i principi di non discriminazione e proporzionalità, compreso il perseguimento di un obiettivo legittimo ed infine il coinvolgimento concreto delle parti sociali nella determinazione e nell'aggiornamento dei salari minimi legali.
  • La promozione e l'agevolazione della contrattazione collettiva sui salari: la direttiva sostiene la contrattazione collettiva in tutti gli Stati membri, dato che i paesi caratterizzati da un'elevata copertura della contrattazione collettiva tendono ad avere una percentuale inferiore di lavoratori a basso salario, minori disuguaglianze salariali e salari più elevati. La direttiva chiede inoltre agli Stati membri in cui la copertura della contrattazione collettiva è inferiore all'80% di istituire un piano d'azione per promuovere la contrattazione collettiva.
  • Un miglior monitoraggio e una migliore applicazione della tutela garantita dal salario minimo: gli Stati membri dovranno raccogliere dati sulla copertura e sull'adeguatezza dei salari minimi e garantire che i lavoratori possano accedere alla risoluzione delle controversie e usufruiscano del diritto di ricorso. 

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