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24 ore del Montello

Samantha Profumo il giorno dopo: "Tantissime emozioni, grazie a tutti"

La ciclista vercellese racconta la gara dove è arrivata prima tra le donne

“Tante cose sono state dette e scritte in questi giorni, ma la cosa più bella è sentirsi dire che ho fatto emozionare… Tra tanti sentimenti che si possono indurre nelle persone, l’emozione è un sentimento bellissimo”.

Ha ancora adrenalina nella voce Samantha Profumo, il giorno dopo la grandissima impresa compiuta alla 24 ore del Montello: oltre ad aver portato a termine la gara infatti ed aver raggiunto l’obiettivo di raccogliere fondi per l’associazione oncologica pediatrica (Aop) di Vercelli e il Laboratorio di oncologia del Fondo Edo Tempia di Biella, la ciclista vercellese si è classificata al primo posto tra le donne e al decimo assoluto, arrivando davanti anche a molti uomini (gli iscritti erano 47). “E’ stata un’esperienza intensa, ho ancora male a muscoli e ossa, ma fa parte del gioco, anche perché è la prima volta per me vivere un’esperienza così estrema. Sono stata anche fortunata, il tempo mi ha dato una mano: venerdì infatti pioveva, poi sabato è spuntato un bel sole”.

Una gara avvincente, dove le motivazioni di Samantha sono andate al di là dell’aspetto agonistico: “So che abbiamo superato gli 8 mila euro di donazioni, ma mancano i ricavati dalle varie vendite organizzate per l’iniziativa – racconta Profumo - Il mio obiettivo iniziale era arrivare a 3 mila euro, direi che è stato abbondantemente superato”. Nel 2019 la ciclista ha subito un intervento chirurgico e ha affrontato 16 chemioterapie e 20 radioterapie dopo una diagnosi di tumore al seno: il 5 giugno ricorreva proprio l’anniversario dell’ultimo trattamento. “Dal punto di vista agonistico, la Samantha 2.0 ha vissuto questa gara come la Samantha del “prima” dell’operazione: sono tornata la Samy di prima senza tumori e che ha buttato fuori il brutto che le è stato messo dentro per farla continuare a vivere. E’ bello ritornare ad essere atleta al 100%, nonostante siano passati 3 anni. Nel 2018 quando vinsi il campionato italiano avevo 43 anni, il tumore è arrivato a 44, al Montello ho pedalato, tolte le soste, per oltre 22 ore e 487,9 chilometri...e ne ho 47”.

Prosegue Profumo: “Ho avuto conferma di essermi allenata nel modo giusto sacrificando l’extra lavoro, ma me lo sono potuto godere perché ero preparata. Ho tagliato il traguardo dopo aver completato 14 giri: la gara si è decisa verso le 4,30 del mattino quando era in testa Federica Sottana, che però dopo 9 giri si è fermata. E’ una gara di resistenza, con un dislivello di 420 metri per ogni giro, lungo 34,7 chilometri”. Alle 5 è balzata al comando Anna Mei “che è l’ultracycler più famosa in Italia, specialista plurititolata, ma Samantha con il cuore e il fatto di essere ‘in solitaria ma non da sola’ ha fatto la differenza ed è passata in vantaggio dopo le 5 – evidenzia la ciclista vercellese - Alla fine del 13° giro il mio entourage mi ha detto che la Mei si era fermata dopo 12 giri e avevo vinto, ma me il 13 non piace, quindi alle 5,55 ho reinfilato la giacchetta e ho completato il 14° giro. Quello che è stato fatto intorno a me è stata una celebrazione dell’amore per la vita, mi sono goduta l'ultimo giro mentre spuntava l’alba, anche se la tensione si era sciolta già dopo 2 giri”.

Samantha Profumo si definisce “felice, emozionata. Nei prossimi giorni tireremo le somme per conoscere il totale delle offerte, perché i numeri che contano sono quelli che vanno sui conti correnti delle due associazioni”. Ma la Samantha atleta si gode la sua prestazione: “Il tumore non mi ha emozionata, mi ha fatta preoccupare, mi ha fatto temere di non poter più prender la mia amata bicicletta e fare quello che voglio – confessa - Grazie alla ricerca, ai medici e alla fortuna sono potuta a tornare a fare qualcosa di grande e togliermi una bella soddisfazione. Il mio “guaio” lo seppelliamo sotto tutte queste emozioni. Ringrazio chi era con me al Montello: zio Gianni, zia Nadia, Eugenio, Roberto, Maurizio, Lucia e Piero, tutti gli sponsor-donatori tra cui il giornale La Sesia, la dottoressa Lucca e naturalmente tutti coloro che mi hanno sostenuta, che hanno fatto una donazione e… hanno fatto emozionare me”.

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