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C'è un precedente

Con una pistola (giocattolo) dentro al tribunale di Vercelli

Servizio su “Striscia la Notizia” con un attore-complice. Ecco come è andata

Servizio di Striscia la Notizia al tribunale di Vercelli

La sicurezza all’ingresso del tribunale di Vercelli è tornata a “far parlare” (e discutere) dopo un nuovo servizio andato in onda ieri, venerdì 20 maggio, nella trasmissione “Striscia la Notizia”.

Ebbene sì, già nella puntata del 9 novembre 2015 erano state evidenziate delle carenze nei controlli, riuscendo a introdurre con una certa facilità una pistola di ferro dall’aspetto pressoché identico a quelle vere. L’allora presidente del tribunale, Antonio Marozzo, intervistato da Max Laudadio, aveva pubblicamente dichiarato che lo stabile era "completamente sprovvisto di qualsiasi controllo", avendo installato il solo metal-detector e non congiuntamente anche lo scanner per 'scrutare' il contenuto delle borse. Un "sistema evidentemente inefficiente ed insufficiente", aveva chiosato Marozzo.

Dopo il servizio del tg satirico, il tribunale era stato successivamente dotato di scanner agli ingressi, tutti funzionanti e presidiati, però sussiste (o almeno sussisteva fino a pochi giorni fa) un’altra falla nei controlli. Un attore-complice di “Striscia la Notizia”, munito di telecamera nascosta, nelle scorse settimane è entrato in tribunale a Vercelli, passando regolarmente la propria borsa nello scanner, ma con la scusa di aver dimenticato di esporre il tagliando del parcheggio, è subito uscito all’esterno e dall’automobile ha preso una pistola giocattolo per sistemarla dentro la cintura del pantalone. Rientrando in tribunale pochi minuti dopo, anziché ripassare attraverso il metal detector, l’inviato in incognita è stato fatto transitare lateralmente, cioè dalla 'corsia' di uscita senza alcun tipo di controllo, né elettronico né personale.

Nel servizio del 20 maggio su Canale 5 si è visto l'attore circolare liberamente all’interno del tribunale cittadino, arrivando anche dentro un’aula con altre persone, per poi passare in un’altra aula e infine giungere davanti la porta dell’ufficio del presidente del tribunale, brandendo in mano la pistola giocattolo.

"A pensare male, se qualcuno avesse avuto brutte intenzioni, sarebbe stata davvero una situazione molto pericolosa", ha affermato Max Laudadio mostrando la successiva uscita dell’attore-complice, totalmente indisturbato, eludendo ogni ulteriore controllo.

"La situazione rispetto al passato è già migliorata. C’è stato sicuramente un fattore di disattenzione e io vi ringrazio di avermelo segnalato, ha commentato l’attuale presidente del tribunale di Vercelli, Michela Tamagnone, volendo comunque fare una precisazione, che riportiamo testualmente: "Avevo già avuto la sensazione che si fossero un po’ ammorbidite le attenzioni nei confronti di ingressi e uscite, specialmente nel caso di un rientro successivo. Gente controllata che ri-esce. E, quindi, già prima, senza sapere del vostro servizio, il 4 maggio avevo adottato un provvedimento in cui avevo disposto che tutto il pubblico, gli avvocati, il personale di cancelleria e anche i magistrati, dovessero essere controllati ogni qualvolta facevano ingresso nel tribunale".

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