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Vercelli

Cani morti in zona industriale: taglia di 1.800 euro sui responsabili

Si attendono gli esami autoptici per accertare le cause dei decessi

carcasse cani abbandonate

Dopo la costernazione per il ritrovamento degli otto cani morti e richiusi in alcuni sacchi della spazzatura trovati nelle adiacenze della roggia Molinara sulla strada che conduce alla cascina Margaria, poco lontano dalla zona industriale vercellese dove sorge il polo Amazon, è ora iniziata la caccia ai colpevoli, in attesa che dagli esami autoptici si scoprano le cause della morte degli otto cani ritrovati in stato di avanzata decomposizione tra cui si riconoscono un San Bernardo ed un Pinscher.

"Per scoprire i responsabili diventa importante sapere dove e quando sono morti questi cani, se ammazzati o avvelenati e questo lo sapremo solo dopo gli esami autoptici. E' presto per fare supposizioni anche se noi un paio di idee le abbiamo - scrivono gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - ma per il momento le teniamo per noi per non influenzare le indagini in corso. Intanto - concludono gli animalisti di Aidaa - mettiamo una taglia di 1800 euro che sarà pagata a chi con la propria testimonianza e denuncia sottoscritta davanti alle forze dell'ordine che stanno seguendo il caso aiuterà a individuare e far condannare in via definitiva i responsabili della morte di questi cani se essa è di natura violenta o colposa".

“Siamo nel 2022 e dobbiamo ancora assistere a scempi di questo genere - commenta Piera Rosati, presidente Lndc Animal Protection - Indipendentemente dal motivo e dal modo in cui siano morti questi poveri cani, chiuderli in un sacco della spazzatura e buttarli in un fosso denota un assoluto disprezzo per quelli che fino a poco tempo prima erano esseri viventi. Chi ha compiuto questo gesto orribile deve senz’altro essere una persona che non nutre il minimo rispetto per nessuno e auspico fortemente che venga rintracciata, affinché possa assumersi le proprie responsabilità".
“Ovviamente una cosa di tale gravità non può passare sotto silenzio - continua Rosati – quindi Lndc Animal Protection presenta formale denuncia alle autorità. Confidiamo che l’esame autoptico faccia chiarezza sulle cause del decesso dei cani e, se verrà appurato che sono morti per mano dell’uomo, i responsabili rischieranno fino a 2 anni di reclusione ai sensi dell’art. 544-bis. In ogni caso, anche se gli animali fossero morti per cause naturali, questo modo di disfarsi dei loro corpi non è in alcun modo accettabile né da un punto di vista etico né da un punto di vista legale, quindi qualcuno dovrà pagare per ciò che ha commesso".
 

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