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L'allarme

Ovest Sesia: "Se la Regione non prende decisioni, le risaie resteranno asciutte"

Il presidente Bondesan: "Situazione preoccupante, non escludiamo proteste"

Ovest Sesia

Da sinistra Ferrarotti, Bondesan, Bosco e Vercellotti

"Se la Regione non prenderà decisioni immediate sulla deroga al prelievo di acqua dai fiumi e sul sostegno economico a Ovest Sesia dopo i danni dell'alluvione del 2020, rischiamo di avere risaie asciutte".

E' l'allarme lanciato dal presidente Stefano Bondesan, affiancato dal vicepresidente Maurizio Bosco e dai consiglieri Luigi Ferrarotti e Paolo Vercellotti: "Non nascondo che siamo in difficoltà, la Regione ci ascolti". Alcune cifre: la disponibilità della Dora Baltea nel 2020 era di 65,3 metri cubi al secondo, nel 2021 di 38,2 e nel 2022 di 13,7; per quanto riguarda il fiume Po, si è passati dai 74,9 metri cubi al secondo del 2020 ai 22,8 attuali.

"Il problema - precisa Bondesan - è che fino all'anno scorso dal 1° aprile potevamo contare su una deroga al deflusso minimo vitale, che per la Dora è di 16,3 metri cubi al secondo e per il Po di 27, potendo prelevare fino a un terzo. Quest'anno si utilizza il cosiddetto deflusso ecologico voluto da Bruxelles, in conseguenza del quale non possiamo prelevare neppure un litro d'acqua in deroga se non c'è il via libera dell'apposita commissione...il problema è che la Regione non ci risponde e la commissione non c'è". La soluzione, suggerisce il presidente, "sarebbe quella di attuare un piano invasi, magari utilizzando cave dismesse come quella che c'è a Livorno Ferraris trasformandole in serbatoi da utilizzare nei momenti difficili come quello attuale".

Ovest Sesia fa una seconda richiesta alla Regione: "Per ripristinare i danni subiti dall'alluvione 2020 abbiamo stipulato un mutuo di 4 milioni di euro e aggiunto altri due milioni, per un totale di 6 milioni di euro, ma ad oggi la Regione non ci ha dato alcun finanziamento per ripristinare i nostri conti. Per un ente come il nostro che ha un bilancio di 12-15 milioni di euro, non riuscire a ripagare questi debiti sarebbe letale". Nel frattempo è partita una lettera ufficiale alla Regione "dove chiediamo un incontro col presidente Cirio: se anche questa volta non rispondessero alle nostre richieste, non escludiamo di attuare una protesta per farci ascoltare".

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