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Nodo antidiscriminazioni di Vercelli

Una panchina gialla in ospedale "parlerà" di Endometriosi: la fotogallery

Prevista l'attivazione di un ambulatorio del dolore pelvico

L'inaugurazione di una panchina gialla che verrà collocata nell'area dell'ospedale Sant'Andrea, simbolo della campagna di sensibilizzazione sull'endometriosi. E l'attivazione di un ambulatorio dedicato alla diagnosi e alla prevenzione del dolore pelvico.

Sono due delle iniziative presentate venerdì 25 marzo nell'Aula magna dell'ospedale dalla referente provinciale del Nodo contro le discriminazioni Lella Bassignana, dal direttore generale Asl Vercelli Eva Colombo e dal primario di Ostetricia e Ginecologia Nicoletta Vendola, alla presenza del viceministro Gilberto Pichetto Fratin e del presidente della Commissione regionale Sanità Alessandro Stecco. Insieme a loro, i rappresentanti degli enti e delle associazioni che hanno lavorato a questo progetto, che culminerà il 28 marzo con la distribuzione di un poster in tutti gli istituti superiori cittadini: su di esso è stampato un Qr code che, inquadrato dallo smartphone, fornirà tutte le informazioni essenziali sull'endometriosi.

"E' la prima panchina che viene collocata all'interno di un'azienda sanitaria e una delle tappe di un percorso di sensibilizzazione che è partito fin dal 2017, con l'istituzione della legge regionale", ha detto Bassignana. "La sanità vercellese ha a cuore una tematica ancora poco conosciuta e attenzionata: per questo l'attivazione dell'ambulatorio per il dolore pelvico, a cui si accederà dietro prescrizione del medico di famiglia, è un grande passo avanti", ha dichiarato il direttore generale Eva Colombo. Il viceministro Pichetto ha ricordato il proprio contributo alla stesura della legge regionale, sottolineando "l'impegno per riconoscere l'endometriosi come malattia sociale". Il presidente Stecco ha evidenziato l'ulteriore miglioramento, approvato in questi giorni, della legge regionale "che ha visto la partecipazione compatta del Consiglio regionale e ha istituito strumenti come il Registro elettronico, che permetteranno di ottimizzare programmazione e analisi".

Sono tre milioni in Italia, e circa 300 mila in Piemonte, le donne colpite da endometriosi "una malattia con diverse sfaccettature, asintomatica ma che può devastare la vita di una persona - ha sottolineato il primario Nicoletta Vendola - Prima della diagnosi possono passare da 3 a 10 anni, e nel frattempo l'endometriosi compromette la capacità di una donna di avere figli, di lavorare e di avere una vita sociale". Carlo Riva Vercellotti, ex presidente della provincia, ora consigliere regionale e e da sempre sostenitore della legge sull'endometriosi, ha spigato che "il Piemonte, con la nuova legge, si pone in prima linea insieme alle donne affette da questa malattia". Intervenuti sul tema anche il presidente dell'Ordine dei medici, Germano Giordano e la referente de "La voce di una è la voce di tutte" Vania Mento, mentre in sala erano presenti i rappresentanti dell'Ordine dei farmacisti, Federfarma, Carabinieri, Confartigianato, Ascom, associazione don Luigi e Donne&Riso.

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