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A Torino il 21 marzo

Presidio dei sindacati inquilini sotto la sede del Consiglio regionale

"In Piemonte sono infatti 5.000 le richieste di sfratto"

Sfratto

Torino: lunedì 21 marzo presidio dei sindacati inquilini sotto la sede del Consiglio regionale. La protesta, in via Alfieri, è prevista dalle 10 alle 13. In Piemonte sono infatti 5.000 le richieste di sfratto e come in tutta Italia anche in Piemonte Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini si mobilitano per chiedere al Governo e alla Regione di avviare soluzioni per la sofferenza abitativa.

"Lunedì 21 marzo saremo in presidio sotto la sede del Consiglio Regionale per segnalare le nostre richieste e chiedere un intervento anche della Regione Piemonte per trovare soluzioni - affermano i promotori del presidio - L’iniziativa nasce da una forte preoccupazione dovuta alla mancanza di politiche abitative strutturali. Il Governo deve rispondere alle 866 mila famiglie povere che secondo l’Istat vivono in affitto e che corrispondono al 43% del totale delle famiglie in povertà assoluta. Dopo la
pandemia e la ripresa delle esecuzioni degli sfratti sono circa 130-140 mila i nuclei che rischiano di rimanere sulla strada, decine di migliaia le esecuzioni immobiliari, i rincari delle utenze domestiche oltre all’incremento dell’inflazione sono un macigno per le famiglie. Nella nostra regione non è azzardato prevedere che le richieste di sfratto arrivino e probabilmente superino i 5.000 casi".

Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini chiedono inoltre che il presidente e la giunta regionale si attivino per ottenere dalle Prefetture un tavolo per una graduazione programmata degli sfratti garantendo un passaggio da casa a casa. "Al Governo chiediamo un adeguato rifinanziamento dei fondi sostegno affitto e per la morosità incolpevole, anche alla regione chiediamo che stanzi risorse proprie aggiuntive - proseguono -. È necessario che la Regione coordini l’attività delle ATC piemontesi per fare in modo che rispondano con maggiore efficacia e tempestività all’emergenza abitativa. Il Pnrr e la legge di bilancio non hanno dato risposte, è ora che questo Governo raccolga le istanze e avvii una stagione di confronto con le parti sociali per intervenire sulla sofferenza abitativa che è impossibile negare e per la quale dobbiamo lavorare congiuntamente per individuare delle soluzioni ed evitare lo scontro sociale".

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