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La presentazione il 26 marzo

L’Anello ritrovato: libro su monsignor Bodo, vescovo di Saluzzo

Episodi, memorie, la vocazione e i genitori Adriano e Grazia

Monsignor Cristiano Bodo

Monsignor Cristiano Bodo, vescovo di Saluzzo

L’Anello ritrovato": in un libro intervista monsignor Cristiano Bodo, vescovo di Saluzzo, racconta episodi e memorie sulla vita e la vocazione. La presentazione è prevista sabato 26 marzo alle 16,30 al Teatro Don Bosco di Saluzzo, alla presenza dell’autore Carlo Baderna, con la moderazione di Alberto Gedda, direttore del settimanale diocesano "Il Corriere di Saluzzo".

"Ho voluto fondere in unico anello, con l’effige del Buon Pastore, due grandi amori: quello verso il Signore che mi ha chiamato ad annunciare la sua Parola e quello dei miei genitori rappresentato dalle loro fedi nuziali”: così monsignor Bodo mostra l’anello episcopale che indossa ogni giorno da quando ha deciso di realizzarlo nel 2021, dopo la scomparsa della mamma Grazia, ammalatasi di Covid dopo di lui. Un ricordo vivido, insieme a quello di papà Adriano, che ha scelto come testimoni nel libro intervista edito da Fusta editore. Alla presentazione, seguirà, alle 18,30, la messa in Duomo dedicata ai genitori e all’anniversario dei 5 anni dall’ordinazione episcopale di monsignor Bodo.

Un libro per parlare di vocazione a partire dall’esperienza biografica del vescovo di Saluzzo, per testimoniare una vita fondata sul Vangelo ed esprimere l’importanza dell’esempio e della scelta di vita dei genitori nella fedeltà alla propria chiamata. Monsignor Bodo ha chiesto allo storico Carlo Baderna di raccogliere non una, ma tante storie: un puzzle in cui il vescovo di Saluzzo racconta se stesso, i suoi genitori e la sua vocazione attraverso una pluralità di memorie. Una raccolta di testimonianze delle persone che conobbero i suoi genitori, Grazia e Adriano, e ai quali restarono legati per i motivi più diversi. Ricordi privati e fortemente sentiti che impreziosiscono una trama in cui le “chiamate” di ognuno si incrociano, dove vocazione chiama vocazione e insieme si scoprono modi nuovi di donarsi e rispondere all’invito di Dio a continuare sempre la ricerca. Dall’infanzia a Stroppiana al seminario, agli incontri con i “modelli” che rinsaldarono la sua vocazione come monsignor Marco Arnolfo, attuale arcivescovo di Vercelli, al Cardinal Tarcisio Bertone: attraverso la pagine di questo libro, corredato da tante immagini di famiglia e testimonianze di collaboratori parrocchiali, sacerdoti e di Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione Crt, emerge non solo Cristiano Bodo come uomo, ma anche come credente, “nomen omen” è proprio il caso di dirlo. Poi il dialogo con i giovani e la ricerca di un cammino pastorale costruito con loro e per loro, la carità attraverso il sostegno e l’impegno nella Caritas accanto agli ultimi: ogni pagina disvela non solo il pensiero del Cristiano Bodo vescovo, ma soprattutto la sua lettura spirituale, etica e morale della vita, del suo approccio alla vocazione e al servizio pastorale. Il libro, edito da Fusta nella collana “Le Memorie”, vedrà infatti una parte del ricavato donato alle attività della Caritas diocesana di Saluzzo di cui monsignor Bodo è presidente e attraverso la quale ha profuso particolare impegno nell’aiuto e nell’accoglienza di singoli e famiglie in difficoltà con l’apertura di strutture da lui fortemente volute come la Casa Madre Teresa di Calcutta e la Casa di Prima Accoglienza intitolata a monsignor Diego Bona.

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