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Saluggia

Microport, l'azienda respinge le proposte della Regione

Mercoledì 23 marzo nuovo incontro per scongiurare i 28 licenziamenti

Piolatto

Crisi Microport: l’incontro in Regione non smuove la posizione dei vertici aziendali. Seduta aggiornata al 23 marzo. Intanto i lavoratori proseguono con gli scioperi. Appena appresa la notizia dell’apertura della procedura di licenziamento per 28 dipendenti dell’azienda saluggese l’assessore regionale al lavoro, Elena Chiorino, ha convocato per lunedì 14 marzo un tavolo di procedura in assessorato. Durante la seduta la Regione ha snocciolato una serie di proposte per aiutare a traghettare l’azienda durante il periodo di transizione: dalla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria ad un piano di formazione per i lavoratori a costo zero per l’azienda. La multinazionale conta di recuperare le quote di mercato perse attraverso una crescita moderata e nuovi prodotti. "La Regione ha messo sul tavolo diverse azioni interessanti – spiega Gian Paolo Piolatto, delegato sindacale Cisl Femca (nella foto) – in linea con quanto richiesto anche da noi, ovvero ammortizzatori e formazione". I vertici regionali sarebbero già al lavoro per un piano di formazione rivolto al Vercellese e sarebbero pronti a valutare la possibilità di formare tutti i lavoratori Microport per esigenze specifiche e senza costi a carico dell’azienda. Proposte che però al momento non hanno sortito alcun risultato sui vertici della multinazionale. Mercoledì 23 marzo è fissato un nuovo tavolo regionale. "L’assessore Chiorino ha invitato Microport a riflettere prima della prossima seduta – conclude Piolatto – Noi ad oggi non vediamo nessuna apertura da parte dell’azienda. Confidiamo che prima del 23 la situazione possa volgere al meglio. Nel mentre noi continuiamo con scioperi a step per creare disagio produttivo". Già nel 2019 erano stati annunciati 45 esuberi, risolti tra pensionamenti e uscite volontarie con incentivo. Ora sarebbero 21 operai e 7 impiegati considerati in eccedenza. I sindacati avevano già cercato una convergenza durante l’incontro alla sede dell’Unione industriale di Vercelli con i vertici francesi. In quell’occasione il polo saluggese era stato considerato strategico a livello mondiale ma allo stesso tempo l’unico a presentare esuberi strutturali. Con la ristrutturazione prevista rimarrebbero 58 operai e 82 impiegati in forza a Saluggia, numeri che difficilmente potrebbero garantire produzioni tali da giocare un ruolo determinante sul mercato mondiale. Intanto è già iniziato il conto alla rovescia: entro i primi giorni di aprile la procedura dovrà concludersi. Se si troverà l’accordo i lavoratori considerati in esubero potranno essere riassorbiti nell’organico, in alternativa si arriverà al licenziamento vero e proprio.

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