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Gattinara - Lenta

Fusione: l'8 maggio il referendum popolare

La contrarietà di "non conFondiamoci", il comitato per il "no"

Gattinara

Fusione Gattinara-Lenta: l’8 maggio si terrà il referendum popolare. Era il febbraio del 2020 quando per la prima volta l’allora sindaco della città del Vino, Daniele Baglione, e il suo analogo di Lenta iniziarono a parlare di un sodalizio tra le due città. Una decisione dettata da analogie territoriali, da una fraterna amicizia ma anche da importanti vantaggi: dall’ abbattimento delle tasse per tutti i cittadini alla realizzazione di nuove opere quali piste ciclabili, sotto servizi, sistemazione dei beni culturali oltre ad un rafforzamento del sistema scolastico delle due realtà.

Notevole, secondo i promotori della fusione, anche l’introito economico, con contributi statali e regionali quantificabili in oltre 10 milioni di euro (nell’arco di 10 anni). La pandemia di Covid-19 prima e le elezioni amministrative dopo hanno procrastinato l’iter. A Gattinara nel frattempo è stato eletto un nuovo sindaco, Maria Vittoria Casazza. Le amministrazioni comunali dei due paesi dal canto loro però non hanno mai abbandonato l’idea di fondersi in un unico Comune. Dopo il benestare della Provincia di Vercelli, la Regione Piemonte ha dato il via libera ad un referendum popolare. L’8 maggio i cittadini delle due realtà saranno chiamati a votare sul quesito: “Volete l’istituzione di un nuovo comune denominato Gattinara mediante fusione dei comuni di Gattinara e di Lenta in provincia di Vercelli?”.

"Prendiamo atto della fissazione della data del referendum, a poco tempo dal superamento del limite massimo per il completamento dell'iter iniziato quasi 2 anni fa, in piena emergenza Covid - sottolinea in rappresentanza del comitato del comitato per il no "non conFondiamoci" Angelo Abbagnano, già sindaco del di Lenta dal 1999 al 2009 - Ormai molti davano per archiviata questa assurda idea di fusione tra 2 Comuni e comunità che condividono poco o niente tra disomogeneità di territorio, colture produttive, identità civili e storiche, che evidenziano invece una dualità con possibilità collaborative ma non di fusione. Andiamo comunque con serenità ed invitiamo tutti a partecipare al voto per esprimere il proprio disappunto e la propria contrarietà alla fusione, con la consapevolezza che la Regione, come più volte espresso da rappresentanti regionali di alto livello, non procederà con la fusione se in uno dei due Comuni, anche solo nel più piccolo, vinceranno i "no". Tali dichiarazioni pubbliche rilasciate direttamente a noi ma anche in consiglio regionale, ci portano ad essere certi che tale fusione, voluta solo dagli amministratori, sarà affossata definitivamente dal voto popolare di Lenta". 

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