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Torrenti asciutti: "Difficoltà a spegnere gli incendi boschivi"

L'intervista all'ispettore provinciale dell'Aib di Vercelli Corrado Busnelli

Un problema globale che si può riversare territorialmente sotto più aspetti: ambientale, economico, gestionale e sociale. A partire dall’anomalia climatica e dal riscaldamento globale abbiamo sviluppato un’inchiesta. Dopo aver parlato delle ricadute ambientali, di quelle per l’agricoltura, per la filiera del riso e per l’allevamento, in questo articolo tratteremo gli incendi boschivi. In seguito, affronteremo il problema della siccità, delle condizioni e della gestione degli acquedotti.

"Abbiamo difficoltà ad approvvigionarci di acqua per spegnere gli incendi: i torrenti di montagna sono tutti praticamente asciutti e anche i fiumi hanno problemi". A denunciare la situazione è l'ispettore provinciale dell'Aib (Corpo Volontari Antincendi Boschivi) di Vercelli Corrado Busnelli.

Ad oggi la siccità sta creando diversi problemi e sono stati numerosi gli incendi (da ieri, martedì 8 marzo è comunque stato revocato lo stato di massima pericolosità): "Sul territorio – afferma Busnelli– da inizio anno ce ne sono stati 200. In una specifica settimana si è registrata una media di 7 incendi al giorno". Per questo motivo Aib raccomanda di non accendere fuochi per bruciare sterpaglie e rami secchi e di chiamare il numero di emergenza 112 se vengono avvistati fumi.

A livello provinciale, da inizio anno ad oggi, sono stati impiegati 200 volontari Aib, per un totale di 1384 ore e 89 mezzi per 4684 chilometri. Da inizio anno le squadre Aib della Valsesia hanno fatto 11 interventi in diverse località: «Nello specifico – dichiara Busnelli - a Campertogno, al castello di San Lorenzo a Gattinara, a San Bernardo nel territorio di Cellio e a Valmiglione di Plello. Poi ancora abbiamo portato il nostro supporto sul monte Aronne, per due volte nella Baraggia di Gattinara, a Camasco di Varallo e a Rimella. Di questi incendi cinque sono importanti e quattro di media importanza. A questi numeri si sommano due interventi in provincia di Biella".

Uno degli incendi più significativi è stato a Rimella, dove i volontari sono stati impegnati due giorni per le operazioni di spegnimento e uno per la bonifica. Ci sono dunque delle zone maggiormente colpite dal fuoco: "In provincia, in particola-
re, è maggiormente coinvolta quella più alta della Valsesia – evidenzia Busnelli – E a livello regionale si innescano incendi
soprattutto in montagna. In percentuale gli incendi naturali sono tantissimi, ma temporali non ce ne sono stati...".

A generare difficoltà nello spegnimento del fuoco è sicuramente il vento: "È il nostro nemico principale, va ad alimentare le fiamme e sposta l’incendio" evidenzia Busnelli. Importanti poi una serie di attività collaterali: "Come, per esempio, lo studio e
la realizzazione del tagliafuoco, la predisposizione delle vie di fuga, la gestione delle vasche di pescaggio dell’acqua e il rifornimento di acqua per gli automezzi".

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