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Eutanasia legale, la Consulta boccia il referendum

Associazione Luca Coscioni: "Non ci fermiamo"

Referendum

La Corte costituzionale dice no al referendum sull’eutanasia legale: ieri, martedì 15 febbraio, si è riunita in camera di consiglio per discutere l’ammissibilità dell’ “Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente)”.

Il motivo dell’inammissibilità del referendum? Viene spiegato in una nota stampa della Consulta: “A seguito dell’abrogazione – si legge - ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”. Nei prossimi giorni verrà depositata la sentenza.

Non ci sarà quindi il referendum sull’eutanasia per il quale erano state raccolte oltre 1 milione e 200mila firme. Ma nel frattempo, l’associazione Luca Coscioni, promotrice del quesito per il referendum, sulla sua pagina Facebook dichiara che il suo cammino non si ferma: “Non verrà lasciato nulla di intentato – si legge - dalle disobbedienze civili ai ricorsi giudiziari, dal corpo delle persone al cuore della politica. Ci rivolgeremo anche alle forze politiche e parlamentari, in questi anni particolarmente assenti o impotenti, e prenderemo in considerazione la possibilità di candidarci direttamente a governare per realizzare le soluzioni che si affermano ormai in gran parte del mondo democratico”.

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