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Incidenza regionale

Piemonte, Covid: la fascia di età più colpita è quella tra i 19 e i 24 anni

Superate le 50 mila somministrazioni giornaliere di vaccini. Critica la minoranza

Covid-19

“Abbiamo potenziato la macchina vaccinale per raggiungere 50 mila somministrazioni e le abbiamo superate - sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi - Un risultato importante per una regione che già da settimane supera il target assegnato dal generale Figliuolo di oltre il 13%, facendo 4 mila vaccini in più al giorno rispetto a quelli chiesti dalla struttura commissariale, come media dell’ultimo periodo. Oggi abbiamo superato 50 mila vaccini e di questo non possiamo che ringraziare tutti i nostri operatori e l’intero sistema vaccinale”.

L'incidenza del contagio negli adulti

Nella settimana dal 3 al 9 gennaio 2022 l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è di 2132.2, in aumento (+ 56.9%) rispetto a 1.358.7 della scorsa settimana. Il dato è in linea con quanto accade nel resto del Paese ed in Europa. L’incidenza della fascia di età 19-24 anni sale a 4258.6 con un aumento del 52,7% rispetto alla settimana precedente. Nella fascia 25-44 anni l'incidenza è di 3098.8 (+53,7%). Nella fascia 45-59 anni si attesta a 2306.2 (+66,3%). Nella fascia 60-69 anni l’incidenza è 1376.5 (+59.5%). Tra i 70-79 anni l’incidenza è invece 873.7 (+52.6%). La fascia over 80 è quella con l’incidenza più bassa, seppur in crescita: 564.9 questa settimana (+64,5%).

Le fasce in età scolastica

In età scolastica, nella settimana dal 3 al 9 gennaio, l’incidenza, ovvero i nuovi casi settimanali su 100 mila per le specifiche fasce di età, è in aumento rispetto alla settimana precedente. Nella fascia tra i 14 ed i 18 anni, l’incidenza è di 3421.9 ( + 57,2%). A seguire la fascia 11-13 anni, in cui l’incidenza è di 2435.9 (+ 57,5%). La fascia tra i 6 ed 10 anni si attesta a 1915.0 (+36,7%). La fascia 3-5 anni registra un’incidenza di 956.5 casi (+ 57,7%). Nella fascia 0-2 anni, l’incidenza è di 777.3 nuovi casi (+ 40,1%). 

Le considerazioni della minoranza consiliare

"Con l’entrata in vigore dell’obbligo per gli over 50, considerato l’aumento della richiesta, la Regione ha deciso il blocco dell’accesso libero per la prima dose, riservandolo ad alcune categorie - commentano Domenico Rossi, vicepresidente Commissione sanità e Daniele Valle, consigliere regionale Pd - Si tratta di un errore grave che ricadrà soprattutto sugli studenti, proprio nei giorni in cui arriva anche l’allarme dei pediatri, sui danni fisici e psicologici per i più giovani. L'accesso diretto per i non vaccinati, con la comodità e l'immediatezza che comporta, è uno strumento molto allettante per rivolgersi alla platea di coloro che ancora non si sono vaccinati".

"Il Piemonte con il 72,9% della popolazione completamente vaccinata nella fascia tra i 12 e i 19 anni è 14esimo tra le regioni italiane, sotto la media nazionale (75,3%). Sopra la media italiana, purtroppo, per la percentuale di chi deve ancora ricevere la prima dose nella stessa fascia di età: ben il 18,6% contro il 17,7%. Decimo per la somministrazione della terza dose - proseguono Rossi e Valle - Basta guardare alle dosi giornaliere per capire il ritardo piemontese. Tra il 7 e il 10 gennaio il Piemonte ha somministrato 7346 dosi in questa fascia contro le 11.698 del Veneto, le 10632 dell’Emilia e le 14.745 del Lazio. Da un lato il Governo chiede il super-green pass per tutta una serie di attività, modifica le regole per la didattica in presenza incentivando la vaccinazione e dall’altro il Piemonte blocca l’accesso libero per la prima dose, scaricando proprio su questa fascia le difficoltà di organizzazione".

Sottolineano i due consiglieri regionali: "Ma le cose vanno tragicamente peggio per la fascia 5-11. Da terzultimi ora siamo penultimi in Italia con ben il 91,1% di popolazione che deve ricevere la prima dose. Solo le Marche stanno facendo peggio di noi. Indicativi i numeri assoluti degli ultimi giorni: il Piemonte ne fa circa la metà di Toscana, Emilia, Veneto, Lazio. Serve una forte accelerazione sulla fascia 5-11 anni, sulla terza dose per la fascia di 12-19, ma soprattutto va ripristinato immediatamente l’accesso libero per le prime dosi di tutti, a partire dagli studenti che hanno il diritto di continuare a svolgere le attività per cui è richiesto il super-green pass e di frequentare la scuola in presenza. Finalmente la Regione, dopo le nostre sollecitazioni, ha previsto la possibilità di caricare i tamponi positivi fatti in casa per i vaccinati e si è caricata il costo dei tamponi fatti in farmacia per liberarsi dalla quarantena. Assurdo, però, che ancora non ci sia la possibilità di prenotare direttamente l’appuntamento per il vaccino come in tutte le altre regioni. Solo in Piemonte ci si iscrive e poi si aspetta un sms, col risultato che un terzo degli appuntamenti va deserto, con una gravissima inefficienza del servizio, perché nel frattempo le persone fanno il Covid, accedono a un accesso diretto o non prendono visione del messaggio".

 

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